lunedì, 31 luglio 2006
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categoria:tarocchi e vignette
lunedì, 31 luglio 2006
Di Gianluca Freda

Così lo hanno fatto. Quello che non era riuscito al governo del nano – salvare il culo a Previti e Dell’Utri – è riuscito al governo di centrosinistra, con l’entusiastica partecipazione di Forza Italia che quando si tratta di recapitare una torta con lima ai suoi insigni associati non bada troppo al fattorino. Anche un governo di coglioni stalinisti e illiberali va bene, purché la consegna venga eseguita. Questo film lo abbiamo già visto, sappiamo come continuerà e come andrà a finire. Berlusconi, politicamente, è oggi un uomo finito, esattamente come lo era nell’aprile del 1996. Nemmeno con gli sfacciati brogli elettorali, organizzati con la preziosa collaborazione di Karl Rove, era riuscito a risalire la china della perdita di consenso. Ancora una volta – esattamente come avvenne 10 anni fa – ci penserà il centrosinistra a riportarlo in auge e a regalargli la vittoria alle prossime politiche, disgustando i propri elettori fino a spingerli all’astensione o al voto di protesta. Ha cinque anni davanti a sé per disgustarci a dovere e con questo indulto - che offre una lima e una corda di lenzuola annodate a molti membri di Udeur e Margherita, oltre che ai volti noti della casa circondariale delle libertà – ha cominciato alla grande. Anzi, direi che non avrebbe più nemmeno bisogno di continuare. Sono già così disgustato che qualsiasi cosa l’Unione possa fare, di bello o di brutto, nei prossimi cinque anni, il mio voto lo ha perduto, ammesso che ancora gliene importi qualcosa. Del resto, perché dovrebbe importargliene? Esistono i computer per la falsificazione del voto, brogli evidentissimi che nessuno denuncia, un’indifferenza assoluta dell’opinione pubblica a qualsiasi evento che non sia calcistico, televisivo, vacanziero o rotocalchesco. Perché dovrebbero preoccuparsi di ciò che faranno i loro sonnolenti elettori in un appuntamento con le urne così lontano e manipolabile? Questo governo sarà la replica esatta delle staffette Prodi – D’Alema – Amato del quinquennio 1996-2001 e si concluderà con la distruzione definitiva della sinistra italiana. Questa volta non possiamo neppure contare su una Rifondazione Comunista che gli faccia lo sgambetto, salvaguardando la dignità almeno di un settore minoritario delle forze di sinistra. Questa volta, cari amici, si va a fondo e non si risale. A meno che, a breve scadenza, noi cittadini – o almeno noi cittadini politicamente consapevoli, che siamo una ristretta ma agguerrita minoranza – non si riesca a inventarci qualcosa che faccia saltare questo sistema di connivenze bipartisan che sta soffocando da dodici anni ogni speranza di riscatto di questo paese.

Clemente Mastella, che nei momenti in cui è di buonumore ama riferirsi a se stesso con il titolo di “ministro della giustizia”, strappando così un istante di ilarità agli interlocutori, ha tentato di rassicurare gli italiani affermando che i criminali incarcerati per i reati più gravi – ad esempio pedofili e serial killer – resteranno in carcere. Possiamo dunque, secondo lui, dormire sonni tranquilli. Secondo lui. Perché dal mio punto di vista, se proprio fossi costretto a scegliere – e lo sono, visto che Mastella mi costringe a lasciar evadere una parte dei criminali già processati e dunque a scegliere chi va e chi resta dietro le sbarre – mi sentirei più tranquillo se fossero i pedofili e i serial killer ad essere rimessi in libertà anziché i Previti, i Dell’Utri e gli amici di Mastella. Statisticamente parlando, non c’è paragone tra i danni che un pedofilo o un serial killer può fare alla società e quelli che può fargli un corrotto, un corruttore, un evasore o un mafioso. Se il nostro paese è ridotto in rovina non è colpa dei pedofili e dei serial killer, ma dei Previti, dei Dell’Utri, dei Berlusconi. Nonché dei Mastella che hanno fatto di tutto per garantire impunità ai loro crimini. Un pedofilo o un serial killer può distruggere una persona, tutt’al più una famiglia. Un Tanzi ne distrugge centinaia in un sol colpo, mettendole sul lastrico. Un Previti è capace di seppellire, con la sirena del denaro, il normale corso della giustizia di un paese democratico, provocando danni insanabili alla credibilità del sistema giudiziario e dunque alla fiducia dei cittadini nelle proprie istituzioni. Gli speculatori come Ricucci rendono i prezzi degli immobili inaccessibili ai comuni mortali, mettendo sulla strada decine di famiglie che non possono permettersi un affitto o un mutuo. I collusi con la mafia come Dell’Utri (e come certi amici di Mastella, ad es. il mafioso Francesco Campanella, protettore di Provenzano) tengono in ostaggio da decenni, o forse da secoli, l’intero Sud Italia, rendendone miserabile l’esistenza e impossibile lo sviluppo. I Berlusconi hanno fatto dell’ignoranza, della corruzione, dell’analfabetismo istituzionale, della prepotenza del capitale i simboli di un’Italia dalla quale, non è un caso, è ormai la maggioranza degli abitanti che vorrebbe fuggire. Perciò io chiedo a Mastella e ai parlamentari dell’Ulivo che – in combutta con i malandrini di Berlusconi – hanno votato questo orribile colpo di spugna: per favore, ridateci i pedofili e i serial killer (che possono essere tranquillamente tenuti a bada con gli  ordinari controlli del territorio) e tenete rinchiusi i vostri amici corruttori, corrotti e mafiosi. Per difendermi da pedofili e serial killer posso sempre consigliare a mia figlia di non andare al parco da sola ed evitare di avventurarmi di notte per strade buie. Dalla corruzione dilagante e dalle connivenze politico-mafiose, che sono la causa di tutti i miei problemi e di quelli dei cittadini di questo paese, non so come proteggermi. Non c’è luogo dove nascondersi, non c’è parco o strada che possa essere evitata per sfuggire alla rapacità e al malaffare di costoro. I Previti, i Dell’Utri, i Berlusconi, i Mastella sono dappertutto. Non c’è settore della vita pubblica che li veda assenti. E sono dappertutto anche i traditori senza vergogna come Bertinotti e Giordano, che vorrebbero toglierci ciò che ancora ci restava dopo che ogni residuo di legalità e di giustizia sociale erano stati spazzati via: la voglia di lottare per riprenderceli.

Tutto questo potrà sembrare a qualcuno un esercizio di demagogia facilona, e infatti lo è. Ciò di cui abbiamo più bisogno, in questo momento disperato, è proprio di recuperare quell'elementare senso di moralità e di giustizia, base della convivenza civile di qualsiasi paese, che i farabutti annidati in ogni cellula del corpo sociale del nostro paese hanno ribattezzato "demagogia" per garantirsi l'impunità. Cari i miei farabutti, si chiama "etica pubblica", non "demagogia", ed è un valore positivo e vitale per una nazione. Piantatela di giocare con le parole e ridatecela indietro. Prima che, come è inevitabile, la disperazione ci spinga a venircela a riprendere da soli, con le buone o con le cattive.
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domenica, 30 luglio 2006
Ho il certificato elettorale pieno di timbri, ci sono tutti, compresi quelli dei quorum mancati. Ma mai come oggi sento una gran voglia di farne coriandoli.
Dice Bertinotti: "Oggi è stata una bella giornata perché quando le istituzioni sono capaci di atti di clemenza che alleviano anche una pena supplementare a quella comminata dal giudice, visto il sovraffollamento delle carceri, è la dimostrazione che vince la natura dello stato di diritto"
Belle parole sì, poi però s'incazza se Di Pietro, contrario all'indulto così com'è comprensivo dei reati finanziari, pubblica i nomi di quelli che l'hanno votato. Ma come? Se è una cosa tanto buona e giusta perché mai vergognarsene? Trasparenza Fausto, io lo voglio sapere cosa votano quelli che ho mandato lì, a mie spese, a rappresentarmi. E se non fanno quello che mi aspetto col cazzo che li rivoto!
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categoria:pensieri a voce alta
giovedì, 27 luglio 2006
L'avevo scritto un anno fa che l'improvviso rititro del macellaio Sharon da Gaza era una mossa per accreditarsi agli occhi del mondo la licenza di uccidere. Al primo autobus saltato a Tel Aviv - scrissi - gli israeliani avrebbero avuto la scusa per avviare la soluzione finale al problema palestinese. Gli sono bastati due soldati rapiti, alla coppia del terrore Bush-Rice, per dare il via alla mattanza.
Tante volte ho ringraziato il fato di avermi fatto nascere nella parte "giusta" del mondo, quella dove le preoccupazioni della gente sono il telefonino che non prende e la squadra del cuore in serie B. Oggi però un po' me ne vergogno, perché mentre a Beirut, parte "sbagliata", si compie l'ennesima carneficina di innocenti, qui da noi quattro stronzi discutono se il cessate il fuoco debba essere immediato o solo urgente.




Fa’ in maniera Gesù bello
che una scheggia de mitraja
spacchi er core a la canaja
c’ha voluto ‘sto macello!
Fa’ ch’armeno l’impresario
der teatro de la guera
possa vede sotto tera
la calata der sipario.
Fai ch’appena liberato
dalli barbari tiranni
ogni popolo commanni
ne’ la Patria dov’è nato.
(Trilussa)

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categoria:pensieri a voce alta
giovedì, 27 luglio 2006

"Cercano di salvare Previti con un'altra norma ad personam".
(Massimo D'Alema, la Repubblica, 1 novembre 2005).

"Una volta al governo, faremo subito un provvedimento per sospendere gli effetti delle leggi ad personam e dopo le riscriveremo".
(Piero Fassino, La Repubblica, 29 ottobre 2005).

"Un provvedimento scandaloso, che dimezza i tempi di prescrizione per usura, mafia, corruzione. Per dare una scappatoia a un deputato di FI vicino al premier, si rimetteranno mafiosi e usurai in libertà"
(Francesco Rutelli, Margherita, 15 dicembre 2004).

"La salva-Previti è una porcata".
(Anna Finocchiaro, 14 dicembre 2004).

"Ci avevano dato dei matti quando avevamo parlato di scambio, e lo scambio eccolo qua: la salva-Previti".
(Gavino Angius, Ds, 5 luglio 2005).

"Con quello che sta succedendo con Bancopoli, saremmo dei pazzi a fare un'amnistia per i reati finanziari"
(Giuseppe Fanfani, Margherita, la Repubblica, 16 dicembre 2006).

"Se non lasciamo nel testo la possibilità di far beneficiare dell'indulto anche Cesare Previti, Forza Italia non voterà con noi questo provvedimento. E vorrei ricordare a tutti che il quorum per farlo passare è di due terzi"
(Pierluigi Mantini, Margherita-Ulivo, Ansa, 20 luglio 2006).

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categoria:verba non volant
mercoledì, 26 luglio 2006
Ogni volta che parlo al telefono con qualcuno non manco mai di salutare gli agenti che da tempo mi stanno intercettando. Devono fare una vita grama porelli, costretti da chissà chi ad ascoltare i miei sproloqui sulle cazzate di questo o quel governo, e i miei maldestri tentativi di rimediare un invito a cena da qualche fanciulla.
Ah sì scusate, forse non ve l'ho mai detto, ma il mio telefono è sotto controllo. Beh? Che hai da stupirti tu, nullafacente communista, che tutti i giorni vieni a spippolare su questo sito sovversivo, credi forse che il tuo telefono non lo sia? Illuso!
E' notizia recente della decisione del garante della privacy di vietare a quell'incarto per verdura chiamato "Il Giornale" di pubblicare ulteriori stralci di comunicazioni telefoniche tra i genitori di Carlo Giuliani riguardanti aspetti strettamente privati della vita di loro figlio. Ora la notizia che dovrebbe farvi sobbalzare sulla sedia, ma soprattutto andare a contare le microspie nelle vostre cornette, non è quella del divieto, ma il fatto che nel 2000 (duemila!) la famiglia Giuliani avesse il telefono sotto controllo.
Vi è passato il sorriso vero?
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categoria:delirandum
lunedì, 24 luglio 2006
Almeno prima potevo andare in giro ostentando fiero la maglietta con la scritta IO NON HO VOTATO BERLUSCONI in tutte le lingue del mondo. Potevo sperare di incontrarlo per strada e tirargli in testa un cavalletto. Potevo mandare a fanculo il popolo bue che l'aveva votato. Potevo fare pagine su pagine per prenderlo per il culo. Ora invece ho solo voglia di urlare il mio disgusto per questi dementi che mi hanno fatto pure passare la voglia di scherzare.
Si accapigliano sull'Afghanistan incuranti della volontà di chi li ha eletti, dissidenti che prima rompono il cazzo e poi votano la fiducia, giunte per autorizzazioni a procedere che non autorizzano a procedere contro il forzitaliota Fitto, il decreto Moratti prorogato di 18 mesi anziché abolito, Letta (non Gianni, l'altro) che vuole allargare la maggioranza. E ora la porcheria sull'indulto allargato anche agli avvocati corruttori di giudici, falsificatori di bilanci e furbetti di quartierini vari. Roba che se lo avesse fatto il banana avrebbe alzato un sopracciglio pure Rutelli e invece a parte Di Pietro son tutti lì zitti zitti a intrallazzare per salvare il culo ai previti-ricucci-fazio-tanzi-cragnotti.

Ma per chi cazzo abbiamo votato il 9 aprile? Questi sono peggio degli altri.


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categoria:pensieri a voce alta
lunedì, 17 luglio 2006
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categoria:tarocchi e vignette
sabato, 15 luglio 2006
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categoria:tarocchi e vignette
lunedì, 10 luglio 2006


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lunedì, 10 luglio 2006

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categoria:tarocchi e vignette
sabato, 08 luglio 2006
I parlamentari indagati per mafia o per reati contro la Pubblica Amministrazione potranno continuare a far parte della commissione Antimafia. La Camera ha respinto l'emendamento, presentato da Licandro (Pdci), che dava la possibilita' ai presidenti delle Camere di escludere dall'organismo tutti i deputati e senatori 'sottoposti a procedimenti giudiziari' per reati di mafia e contro la Pubblica Amministrazione. A favore hanno votato solo 21 deputati, di cui 14 del Pdci. (Notizia vera)
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venerdì, 07 luglio 2006

Sui mondiali ho già detto anche troppo, oltretutto mi interessano il giusto, e spero domenica sera di aver "di meglio" da fare. Ma vorrei fare un'ultima considerazione sulle reazioni: il 12 settembre di cinque anni fa dissi che l’elezione truffa di Bush e il disastro delle torri gemelle facevano parte di un piano per consentire all’impero americano di mettere le mani sul petrolio irakeno. Analisi molto grossolana, frutto di ragionamento da primate, roba che avrebbe considerato fantascienza pure Giulio Verne, ipotesi che se fossero risultate vere (lo erano, ma allora non lo si sapeva ancora) avrebbero portato a degli sconvolgimenti planetari. E tutti a dire “è vero, ma sai che c’hai ragione? Bene bravo bis”
Oggi scrivo due scemenze sul pallone, figurandomi scenari non dico verosimili, ma che tutto sommato potrebbero anche essere possibili nella loro semplicità di attuazione, e che avrebbero conseguenze dalla portata infinitamente minore, e tutti si inalberano manco gli avessi offeso la mamma.
Buffo.
E non ho ancora detto nulla di ciò che penso della vicenda del… lasciamo perdere.

Ah, per la cronaca: Mastella ha appena buttato lì, con nonchalance, un’ipotesucola di amnistia in caso di vittoria.
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giovedì, 06 luglio 2006
Non ho ben capito i motivi della protesta dei tassisti, ma il solo fatto che gli avvocati si siano incazzati come scimmie non può che farmi pensare tutto il bene possibile sul decreto Bersani.
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giovedì, 06 luglio 2006

Mi sono inimicato un bel po' di gente co 'sti discorsi, guai a chi sgonfia il dio pallone.
Vediamo di capirsi: che il mondo, compreso quello sportivo, sia dominato dagli sponsor e dal loro immenso flusso di soldi e non dalle federazioni mi pare sia concetto appurato, giusto?
Ora, che di fronte alla scoperta che il campionato riconosciuto il più bello ricco pagato drogato del mondo era una bufala a uso e consumo dei gonzi rimbambiti dal digitale terrestre, volete che queste multinazionali, che non si sono mai fatti scrupoli di far lavorare in nero bambini del terzo mondo, di fronte alla prospettiva di perdita di denaro se ne siano state lì senza muovere un dito? Non ci credo nemmeno se li vedo!
Non dico che qualche moggi di turno abbia regalato Rolex a chicchessia, ma che qualche ingranaggio sia stato oliato è nello stato delle cose. Non credo nemmeno che in caso di vittoria dell’Italia sperino in un condono tombale, in un azzeramento totale delle sanzioni, ma magari basterebbe che invece di essere sbattuta in C la Juve possa ricominciare dalla B, insieme alle altre condannate, e tutte senza ulteriori punti di penalizzazione. Vorrebbe dire che il campionato come lo conosciamo subirebbe giusto un anno di purgatorio anziché due o tre. Vi par poco?
Dietrologia spiccia forse. Come quella di cui fui accusato due anni fa quando scrissi che i tre ostaggi italiani in Iraq se li era comprati il banana per farli rilasciare due giorni prima delle elezioni europee. Come quella di cui fui accusato quando scrissi che le torri gemelle non le aveva certo tirate giù Bin Laden. Come quella di cui fui accusato quando scrissi che la minaccia dell’antrace e del carbonchio era una balla creata per far alzare le azioni della Bayer. E’ vero, il filtro che sono solito adottare per tutte le informazioni che mi arrivano è a maglie molto strette, ma preferisco scrivere cazzate col mio cervello che farmelo ridurre in pappa da chi ha interesse a vedermi strombazzare il clacson in centro.

scritto di getto da antoniovota alle ore 12:04 | Permalink | commenti (6)
categoria:pensieri a voce alta
mercoledì, 05 luglio 2006
Chi l'ha vista dice che la partita di ieri sera è stata emozionante, e tutto può essere successo fuorchè qualche combine.  Ok, certo, ma che l'Italia dovesse andare in finale era previsto da un pezzo. E non dite che non ve l'avevo detto.

Ma sul serio pensavate che tutti gli sponsor del campionato più truccato del mondo, Fiat, Mediaset, Tim, Sky, Nike, Adidas, gente che fattura l'equivalente del PIL di un sacco di Paesi partecipanti al mondiale, se ne sarebbero stati con le mani in mano di fronte alla prospettiva di dover svendere i diritti per Juve-Albinoleffe solo perchè un babbaleo si è fatto beccare al telefono mentre parlava con un arbitro?
Per poter sperare in un amnistia, peraltro già invocata da qualche avvocato-deputato forzitaliota, l'Italia era destinata alla finale. Con le proprie gambe o senza. Possibilmente contro una squadra non troppo blasonata.
Contro gli USA era previsto un aiuto verso la fine, ma non essendo mai entrati in area l'arbitro non potette inventarsi il classico rigoretto. Cosa invece puntualmente successa la partita successiva (e avendolo annunciato davanti a colleghi e tifosi radunati di fronte a un maxi schermo ho pure fatto un figurone!). E anche quando c'è stato da decidere a proposito di una squalifica dubbia la decisione non poteva essere che quella di renderci la strada il meno accidentata possibile.
Non mi sopporto quando faccio il saputello, però dai, ci azzecco (quasi) sempre!

scritto di getto da antoniovota alle ore 07:49 | Permalink | commenti (3)
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