giovedì, 31 maggio 2007

Nonostante abbiano il braccio al collo e le clavicole frantumate, a destra continuano a blaterare di presunte spallate e si sgolano per chiedere le dimissioni del governo. Fate i conti: non hanno guadagnato nemmeno un voto.
A sinistra menodestra invece si scervellano per capire i motivi del calo di consenso, e chissà se riusciranno mai a capire la cosa più semplice che da questo sitarello un bischero sta dicendo da tempo: sono gli elettori DI SINISTRA che delusi non votano più.
Chissà se riusciranno mai a capire che è inutile che cerchino consensi al centro quando la base chiede cose di SINISTRA.
Chissà se riusciranno mai a capire che certi contratti con gli statali vanno chiusi due giorni prima delle elezioni, non due ore dopo.
Chissà se riusciranno mai a capire la lezione di quel piduista piccino e pelato che addirittura si comprava ostaggi in Iraq pur di farli liberare a due giorni del voto.

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mercoledì, 30 maggio 2007

Stavano parlando di elezioni amministrative ieri sera a Ballarò, ma il fascistino in doppiopetto ha voluto condire il suo discorsetto con un argomento che non c'entrava un cazzo, e ha tirato in ballo la Rai e l'ormai famoso documentario della BBC sui preti pedofili: "Ma lo sapete che la Rai ha sperperato i soldi dei contribuenti per comprare il documentario che la stessa BBC ha definito una falso e poi non lo manderà in onda?"
"Non lo mandarà in onda?" chiede il conduttore.
"Non lo manderà in onda!" ribadisce Fini con l'aria di chi la sa lunga.
Ed è rimasto lì col suo bel sorrisino a presa di culo, felice di aver detto una stronzata (tanto falso non doveva essere se la BBC in onda ce lo ha mandato), e gongolante nell'annunciare l'ennesima ignobile censura da ventennio.
Bravo, complimenti, hai voglia a ripulirti, il germe del fascio ce l'hai nel dna. Che se solo Floris avesse avuto un po' di palle avrebbe preso un badile e il sorrisino te l'avrebbe lasciato stampato in faccia.

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sabato, 26 maggio 2007
"Se vinciamo le amministrative il governo dovrà dimettersi!"
Lo ha detto, serio serio, quel piccoletto, quello pelato coi capelli finti, quello che dal 2001 al 2006 ha perso tutte, ma proprio tutte le elezioni,  europee, regionali, provinciali, comunali, condominiali, familiari...
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sabato, 26 maggio 2007
"Prima che qualcuno censuri la rete" avevo due post più sotto. Detto fatto, il documentario sui preti pedofili è stato oscurato sia da Google che da YouTube. "Per salvaguardare il copyright della BBC" si giustificano. Sì, come no, una salvaguardia a scoppio ritardato, dopo un anno che circola liberamente, guardacaso proprio nel momento in cui era diventato il video più cliccato in Italia e le papaline rosse vaticane hanno cominciato a starnazzare.

Ok, qui trovate ancora il sito della BBC con la trascrizione integrale in inglese, qui invece la traduzione in italiano. Per finire, chi viaggia a dorso di quadrupede può cliccare qui.

(PS: lo scrivo in piccolo per non dare nell'occhio, ma mi sono accorto che un file resiste ancora qui, approfittatene)
scritto di getto da antoniovota alle ore 08:15 | Permalink | commenti (14)
categoria:mix
giovedì, 24 maggio 2007

Il giornale di famigghia (quello che titolò a tutta pagina "La lebbra sbarca in Sicilia, a Messina contagiati quattro italiani" e "Berlusconi vende la Fininvest") scopre presunte pressioni di Visco sulla Guardia di Finanza per il trasferimento di un funzionario e tutti, da destra e da sinistra menodestra chiedono a gran voce le dimissioni. Contemporaneamente Marcello Dell'Utri viene condannato a 2 anni per estorsione (lo sapevate? scommetto di no) che si aggiungono ai 9 per concorso in associazione mafiosa.
Intanto in parlamento siedono da oltre un anno e vengono profumatamente pagati 25 (venticinque) pregiudicati condannati in via definitiva, Visco compreso. 
Rimaniamo in trepida attesa di altrettante richieste di dimissioni (o di galera, perché no?)

scritto di getto da antoniovota alle ore 12:16 | Permalink | commenti (3)
categoria:prima pagina
martedì, 22 maggio 2007

La BBC lo produsse l'anno scorso, ma confidando nella poca dimestichezza degli italiani con satelliti e lingue straniere nessun osservatore romano cattolico apostolico si preoccupò di lanciare accuse o scomuniche a destra e a manca. Poi qualcuno lo ha linkato si internet e, orrore, lo ha pure sottotitolato in italiano. E quel comunista mangiabambini di Santoro ha intenzione addirittura di farlo vedere in televisione. In prima serata! I Landolfi e i Bagnaschi (e rimaniamo in attesa dei rutellimastelli) sono schizzati come molle, dagli all'untore!
"Sono menzogne!"
E allora denunciate la BBC no?
"E' una vendetta per la riuscita del family day!"
Vendetta preventiva con un video dell'anno scorso?
"Se dovesse essere mandato in onda bisogna prendere le distanze dalle falsità che sembra contenere" Come sarebbe a dire sembra? E poi il problema è la messa in onda o il contenuto?
Forza gente, guardate, scaricate (sul mulo c'è), diffondete, prima che qualcuno censuri pure la rete.

scritto di getto da antoniovota alle ore 21:09 | Permalink | commenti (9)
categoria:mix
martedì, 22 maggio 2007
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categoria:mix
sabato, 19 maggio 2007
In questi giorni tutti si sgolano per ricordare che il governo Prodi ha compiuto un anno dal suo insediamento. Ma del compleanno non me ne frega nulla, preferisco ricordare che un anno fa c'è stato il più grave tentativo di colpo di stato del dopoguerra.
Se ne sa nulla del riconteggio dei voti dopo gli evidenti e maldestri brogli elettorali? Ovviamente tutto è stato messo a tacere, ma a dispetto dell'assordante silenzio dei media di regime e di questa inetta accozzaglia di governo, Deaglio e Cremagnani hanno continuato la loro indagine. Gli sconcertanti risultati li trovate qui:

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categoria:comunicazione di servizio, mix
sabato, 19 maggio 2007
Questa mia segnalazione potrebbe essergli anche controproducente, così come il fatto che è un amico mio. Ma siccome tra poco andrò in ferie dalle sue parti, se diventasse sindaco magari potrò ottenere l'autorizzazione a costruirmi una villetta in riva al mare.
Bando alle ciance, se siete di Cagliari e dintorni, meglio ancora di Selargius, e non sapete per chi votare alle elezioni del 27-28 maggio prossimi, date un'occhiata qui. Posso assicurarvi che il giovanotto è studente che studia e ha la testa al solito posto, cioè sulle spalle (come direbbe il Principe)
scritto di getto da antoniovota alle ore 17:38 | Permalink | commenti
categoria:comunicazione di servizio
venerdì, 18 maggio 2007
Lo ha mandato in onda la BBC, ma in Italia tutti se ne guardano bene. Qui di seguito un paio di link sul famoso documentario che mette in luce le direttive del Vaticano in caso di crimini sessuali su minori.

Crimen Sollicitationis
Sex crimes and Vatican
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categoria:comunicazione di servizio, mix , prima pagina
giovedì, 17 maggio 2007
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categoria:tarocchi e vignette
giovedì, 17 maggio 2007
Come si suol dire nei giornali seri: riceviamo e volentieri pubblichiamo.
Dico io che serio non sono: caro Pino, ti pubblico direttamente. Primo: perchè in questi giorni preferisco preoccuparmi di spiaggia sole e belle figliole che di compleanni di governi. Secondo: perchè hai già detto tutto te.

Carissimo,
speravo di trovare qualche Suo commento celebrativo del compleanno del governo che noi abbiamo votato con tante speranze e nessuna alternativa, ma ahime sinora non ho trovato niente: mi auguro ancora di leggerLa presto su di un argomento che si presta a molteplici dotte analisi come le Sue.
Ad esempio:
- il frutto della porcata elettorale di Calderoli;
- il governo del premier ombra Mastella (come correttamente scrive Padellaro);
- il governo del nulla (nel senso che non ha fatto nulla di tutto quello che si era impegnato a fare: solo per l'impossibilità materiale data dall'assenza dei numeri necessari in parlamento?);
- il governo dei "cacadübit", vocabolo noto in Padania (nel senso della paura di fare qualsiasi cosa che trovi il benché minimo ostacolo);
- il governo votato all'inciucio anziché a fare quello che i suoi elettori si aspettavano facesse, dopo aver preso merda in faccia per un'intera legislatura quando eravamo all'opposizione;
- il governo che cadrà senza aver fatto una vera legge sul conflitto di interessi (non quella farsa che è in discussione e che Mastella ha già detto che non voterà per non danneggiare il capo dell'opposizione) ed una altrettanto seria sulla riforma del sistema radiotelevisivo (non quella edulcorata buffonata del compagno Gentiloni) - a mio avviso i primi atti legislativi da portare a compimento dal primo giorno di insediamento -, consegnando ancora una volta l'Italietta alla P2 ed agli interessi di quel disgustoso nano pelato che tutti conosciamo e che, ancora una volta, ha accresciuto considerevolmente il proprio patrimonio durante il nostro governo e che, addirittura, avremmo voluto entrasse nell'affare telecom per salvarla dallo straniero (ma mi faccia il piacere! avrebbe detto il principe De Curtis, Votantonio, Votantonio, Votantonio La Trippa); a proposito, Le sono piaciute le motivazioni dell'assoluzione del nostro puffone fornite recentemente dalla corte d'appello di Milano nel processo dei 434.034 US$ dal conto Fininvest al conto Mercier?
- il governo che non ha avuto il coraggio di affrontre il problema dei brogli elettorali, fortunatamente denunciati da Deaglio e Cremagnani e di fatto finiti in una bolla di sapone (tra l'altro, Lei sa che fine hanno fatto i riconteggi deliberati dalla Commissione Parlamenmtare?), pur davanti a rilievi di tipo scientifico (oltre ai riscontri materiali) sull'impossibilità di un risultato quale quello ufficialmente emerso;
- il governo che ancora oggi, davanti ai gravi brogli elettorali denunciati a Palermo dal povero Leoluca Orlando, non ha avuto il coraggio di fare quello che in un qualsiasi paese civile sarebbe stato fatto: rifare le elezioni portando l'esercito all'interno di ogni seggio elettorale, dopo aver preso i provvedimenti del caso nei confronti dei presidenti dei seggi dove sono accadute le cose che abbiamo lette;

Insomma, un governo che neppure davanti a fatti eversivi (veri non quelli ancora recentemente denunciati dal puffone) è capace di assumersi le proprie responsabilità: un governo di indecenti ignavi, pur con qualche meritevole ma purtroppo insignificante eccezione (Di Pietro, noto uomo di sinistra).

Carissimo Votantonio, dica la Sua prima che Mastella ci mandi tutti a casa, anche se ciò, comunque (e a questo punto si può dire quasi fortunatamente) accadrà a prescindere dalle Sue osservazioni!
A proposito di governi di sinistra, che ne dice di Ruini ministro della Famiglia al posto della nostra Rosy? E di Cicchitto ministro dell'Interno? E di Elisabetta Gardini ministro dell'Istruzione? E di Tremonti, nuovo ministro dell'Economia? E di Lunardi, ministro dei Buchi? Così, qualche idea propositiva (e nuova, soprattutto) per un futuro non poi tanto remoto.
Grazie per l'attenzione e a presto leggerLa
Pino R.

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domenica, 13 maggio 2007
Mentre vagonate di cattolici a corrente alternata (roba che se San Pietro applica alla lettera il regolamento li prende a calci in culo per l'eternità) si riversavano su Roma terrorizzati dal fatto che anche qualcunaltro possa chiedere i loro stessi diritti, Papascatzinger si affacciava da una finestra blindata in Brasile dispensando le sue solite serene e concilianti parole nei confronti del prossimo: strali contro chi ridicolizza (?) la famiglia e scomuniche (?!) a chi pratica l'aborto.
Noi miscredenti laici e conviventi nel peccato attendiamo altre terribili iniziative, ma ci andrebbero bene anche delle semplici parole di condanna, per esempio nei confronti di queste brave personcine qui.
Forza Giuseppino, siam tutt'orecchi.

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sabato, 12 maggio 2007

Gran parata di star al Family Day
Sul palco con Pietro Maso e Simone Chiatti gli sposi Mambro-Fioravanti e i coniugi Franzoni
Casini ha fatto il suo ingresso con la convivente accompagnato dalle note di "Azzuurraaaa..."
Invitati anche i genitori dei tre che hanno violentato la ragazzina al pub e il padre della bambina venduta ai pedofili
In prima fila molte autorità ecclesiastiche: "Non potendo farci famiglia e figli nostri ci facciamo quelli degli altri"
Assenti invece Andreotti e Dell'Utri, che hanno preferito partecipare al FAMIGGHIA DAY a Corleone


Nella foto: l'arrivo di berlusconi in piazza San Giovanni a bordo del suo elicottero privato, modificato per l'occasione per poter contenere tutte le mogli, concubine, squinzie, veline, yespiche e letteronze varie.
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martedì, 08 maggio 2007
Prima condanna per le violenze delle forze dell'ordine contro i manifestanti: "Non furono iniziative isolate"
G8, condannato il Ministero - Missionaria picchiata, risarciti invalidità e danni morali "Ho solo ottenuto quello che attendevo da 6 anni: giustizia"

LA PRIMA condanna nei confronti del Ministero dell?Interno per le illecite e gratuite violenze dei suoi poliziotti è arrivata nei giorni scorsi, e cioè circa sei anni dopo la vergogna del G8 genovese. Ma le parole con cui il giudice istruttore Angela Latella ha motivato la sua decisione rinfrescano la memoria.

Ricordando a tutti che quelle cariche sanguinarie,quelle teste rotte a manganellate, quei lacrimogeni sparati contro le persone inermi, non erano frutto dell?iniziativa isolata o dell'autonomo eccesso di qualche agente. Facevano invece parte di un più ampio disegno -così come le menzogne raccontate più tardi per coprire le nefandezze - , che rappresenta una delle pagine più buie nella storia della Polizia di Stato.

Il tribunale del capoluogo ligure ha dato ragione a Marina Spaccini, pediatra cinquantenne di origine triestina, pacifista che per quattro anni ha lavorato in due ospedali missionari del Kenia. Alle due del pomeriggio del 20 luglio, era il 2001, venne pestata a sangue in via Assarotti. Partecipava alla manifestazione della Rete Lilliput, era tra quelli che alzava in alto le mani dipinte di bianco urlando: "Non violenza!".

Gli agenti e i loro capi avrebbero poi raccontato che stavano dando la caccia ad un gruppo di Black Bloc, che c'era una gran confusione e qualcuno tirava contro di loro le molotov, che non era possibile distinguere tra "buoni" e "cattivi": bugie smascherate nel corso del processo, come sottolineato dal giudice. I cattivi c'erano per davvero, ed erano i poliziotti che a bastonate aprirono una vasta ferita sulla fronte della pediatra triestina. Dal momento che quegli agenti, come in buona parte degli episodi legati al vertice, non sono stati identificati, Angela Latella ha deciso di condannare il Ministero dell'Interno. La cifra che verrà pagata a Marina Spaccini non è certo clamorosa - cinquemila euro tra invalidità, danni morali ed esistenziali - , ma il punto è evidentemente un altro.

«Se risulta chiaramente che la Spaccini sia stata oggetto di un atto di violenza da parte di un appartenente alle forze di polizia - scrive il giudice - , non si può neppure porre in dubbio che non si sia trattato né di un'iniziativa isolata, di un qualche autonomo eccesso da parte di qualche agente, né di un fatale inconveniente durante una legittima operazione di polizia volta e riportare l'ordine pubblico gravemente messo in pericolo».

Perché l'intervento della polizia non fu «legittimo», è ormai abbastanza chiaro. Lo hanno confermato i testimoni e in un certo senso gli stessi poliziotti e funzionari, con le loro contraddizioni: «Gli aggressori erano diverse decine; l'ordine era di caricarli, disperderli ed arrestarli», hanno detto, interrogati. Ma poi risulta che furono arrestati solo due ragazzi (non feriti), la cui posizione fu in seguito peraltro archiviata. La pacifista era assistita dagli avvocati Alessandra Ballerini e Marco Vano. Il giudice ha sottolineato come fotografie e filmati portati in aula «siano stati illuminanti»: «Si vedono ammanettare persone vestite normalmente; più poliziotti colpire con i manganelli una persona a terra, inerme. La stessa Spaccini è una persona di cinquant'anni, di cui giustamente si sottolinea l'aspetto mite». E poi, le testimonianze come quella di una signora settantenne che parla di una «manifestazione assolutamente pacifica e allegra» e di aver quindi visto agenti «bastonare ferocemente persone con le mani alzate ed inermi come lei». Marina Spaccini ha accolto il giudizio con un sorriso: «Era semplicemente quello che attendevo da sei anni. Giustizia».
(Massimo Calandri)


La censura scende implacabile, certe notizie NON si devono venire a sapere. L'unico giornale che l'ha riportata è stato Repubblica nell'edizione interna di Genova. Alzi la mano chi ne era a conoscenza.
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lunedì, 07 maggio 2007
Vi rubo qualche minuto di attenzione per una faccenda piuttosto preoccupante che riguarda il mio lavoro di giornalista, ma anche il vostro di cittadini. Dieci giorni fa maggioranza e opposizione unite hanno deciso di mettere il bavaglio alla stampa su tutti gli atti d’indagine: verbali d’interrogatorio, intercettazioni, avvisi di garanzia, mandati di cattura, decreti di perquisizione e di sequestro, insomma tutto ciò che fino a oggi ci ha fatto capire le malefatte del potere politico, imprenditoriale, finanziario, sportivo eccetera. La legge l’hanno intestata al solito Mastella, come Berlusconi intestava le sue prime aziende alle casalinghe e ai cugini di Buscetta, e i suoi giornali al fratello e alla moglie. Ma l’ha voluta e votata tutta la Casta degli Intoccabili: alla Camera ha raccolto 447 voti favorevoli, nessuno contrario, e sette astensioni (Giulietti, De Zulueta, Caldarola, Carra, Poletti, Zaccaria e un altro che non ricordo).
Ancora sotto choc per le telefonate che fotografavano i maneggi di Fazio e dei vertici di Forza Italia, della Lega e dei Ds con i furbetti del quartierino, e che produssero le dimissioni dello sgovernatore e il fallimento delle scalate bancarie. Ancora atterriti dalle intercettazioni che costrinsero alla fuga i vari Moggi, Giraudo, Carraro, De Santis. Ancora sgomenti per le carte che hanno smascherato gli scandali del Sismi deviato e dello spionaggio Telecom.
Ecco, con questi sentimenti nel cuore e soprattutto nella poltrona, i nostri dipendenti hanno pensato bene di imbavagliare la stampa segretando tutto. Se la legge Mastella fosse stata in vigore qualche anno fa, non sapremmo ancora nulla di Bancopoli, Calciopoli, Vallettopoli, Ricattopoli, Tronchettopoli, Spiopoli (e scusate per queste orrende parole, ma ci siamo capiti). I protagonisti di tutti questi scandali sarebbero ancora ai loro posti, perché i processi non sono ancora iniziati. Infatti la legge impone il top secret a tutti gli atti fino all’inizio del processo (quelli del fascicolo del pubblico ministero, addirittura fino alla sentenza d’appello). Così, se anche il Senato approverà questa porcata, l’opinione pubblica non saprà più nulla degli scandali per anni e anni, visti i tempi biblici della nostra giustizia. E non potremo nemmeno esercitare il controllo sull’attività della magistratura, che pure amministra la giustizia “in nome del popolo italiano”.
Non facciamoci fregare dalle parole: questa non è una legge “in difesa della privacy” (che esiste da una quindicina d’anni), nè contro “la gogna delle intercettazioni”: qui non sono in ballo solo le intercettazioni, che pure sono importanti, ma – lo ripeto – tutti gli atti di indagine.
Qualcuno dirà: ma anche oggi sono segreti. Non è vero. E’ dal 1989 che il segreto istruttorio non esiste più. E’ stato sostituito, nel nuovo codice di procedura penale, da un blando segreto investigativo che copre solo gli atti “non conoscibili dall’indagato”. Se l’indagato li conosce, non sono più segreti. E se ne può parlare. L’unico limite è quello – peraltro assurdo – che vieta di riportare il testo integrale di un interrogatorio o di un’intercettazione, ma consente di pubblicarne il contenuto, cioè un riassunto il più possibile fedele. Comunque, chi infrange quel divieto (e nei casi importanti è doveroso infrangerlo), rischia una multa ridicola: da 51 a 258 euro (e se uno “oblaziona”, pagando la metà, cioè 130 euro, non viene neppure processato).
Ora invece la legge Mastella porta la pena a un minimo di 10 mila e a un massimo di 100 mila euro. Così l’oblazione passa da 120 euro a 50 mila. Cifre che nessun giornalista può permettersi di pagare e che nessun editore – salvo che sia Berlusconi alle prese con le telefonate di Fassino – sarà disposto a sborsare. Al contempo, la legge allarga a dismisura la categoria degli atti non più pubblicabili. E’ vietata la pubblicazione, “anche parziale o per riassunto, degli atti di indagine contenuti nel fascicolo del pubblico ministero o delle investigazioni difensive, anche se non più coperti da segreto, fino alla fine delle indagini o dell’udienza preliminare”.
La notizia non é segreta, ma è vietato pubblicarla: i giornalisti la conoscono, ma non possono più raccontarla. Se qualcuno vuol proprio sapere qualcosa, magari viene in redazione e gli facciamo leggere le carte, di straforo. Ancora: è vietata la pubblicazione, anche nel contenuto, di intercettazioni e tabulati telefonici “anche se non più coperti da segreto”. Stesso discorso: non sono segreti, il giornalista li conosce, gli avvocati pure, i politici di solito anche, ma la gente non li deve sapere. Così, intanto, brulicano i ricatti. Se poi vengo in possesso di un dossier o di un’intercettazione illegalmente raccolti (per esempio, dal Sismi o dalla banda Tavaroli), e magari questi contengono notizie gravissime (per esempio, che si sta preparando un colpo di Stato), e li pubblico, rischio da 6 mesi a 4 anni di galera. Quindi non li pubblico, oppure finisco dentro.
Che fare? Intanto è importante sapere cosa stanno preparando e avvertire gli amici. E poi bisogna tenersi pronti per qualche iniziativa concreta: che so, una raccolta di firma, un referendum abrogativo. Io, per parte mia, se la porcata dovesse passare, farò obiezione di coscienza e pubblicherò ugualmente notizie vietate, per farmi processare e chiedere al giudice di sollevare un’eccezione dinanzi alla Corte costituzionale per far dichiarare illegittima la norma.
a ripeto: non è una legge contro i giornalisti, che le notizie continueranno a conoscerle (e in molti casi sono ben felici di farsi imbavagliare, così danno la colpa a Mastella e non passano per servi). E’ una legge contro i cittadini. Parafrasando Altan, potremmo tradurla così: al cittadino non far sapere come gl’infilano l’ombrello nel sedere."
Marco Travaglio
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mercoledì, 02 maggio 2007
Pare che per un paio di battute sul vaticano del conduttore del concertone del Primo Maggio, i leader sindacali abbiano commentato: "Sono dichiarazioni stupide!"
Non avendo udito a suo tempo altri attestati di stupidità, se ne deduce che quando Bagnasco equiparò la convivenza all'incesto e alla pedofilia, Epifani, Bonanni e Angeletti considerarono quelle dichiarazioni intelligenti.


Una delle battute che hanno fatto accusare il comico Rivera di essere un terrorista (terrorista!) è stata quella sul rifiuto della chiesa a concedere i funerali a Welby, mentre trattava con tutti gli onori Pinochet e il boss della Magliana. Per la serie FORSE NON TUTTI SANNO CHE... ecco un estratto da Wikipedia: 

"Enrico De Pedis detto Renatino (1954-1990) è stato uno dei boss della Banda della Magliana. È stato ucciso a Campo dei Fiori. Oltre ai molti misfatti della Banda, e al caso Moro, è legato alla scomparsa di Emanuela Orlandi, il cui caso è stato spesso messo in relazione con l'attentato a Giovanni Paolo II, ma altrettanto spesso con il caso Calvi e ai rapporti tra Vaticano e Banco Ambrosiano. Il bandito ha ricevuto una sepoltura del tutto particolare per un comune cittadino, che risulta ancora più sorprendente trattandosi di un bandito. La sua tomba infatti si trova in territorio vaticano, all'interno della cripta della basilica di Sant'Apollinare; solo alla moglie é stato consentito l'accesso. Ufficialmente, la collocazione della sua tomba è stata spiegata con riferimento a una sua particolare generosità nei confronti dei poveri frequentanti la basilica. Tale motivazione fu espressa per iscritto dall'allora Vicario di Roma cardinale Ugo Poletti."

Più che una battuta era una constatazione, non si capisce cosa abbiano tutti da incazzarsi tanto. Coda di paglia?

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martedì, 01 maggio 2007
di Alessandro Robecchi (il Manifesto)

Tenetevi al passo con le nuove tecnologie. Installate subito sul vostro computer Amico Silvio 1.0, il nuovo programma che cambierà il vostro modo di pensare. Bastano pochi clic e Amico Silvio 1.0 si istalla al posto dei vecchi programmi, cose obsolete come Anticomunista 2006, o Conflitto d'Interessi 2.0.

Caratteristiche tecniche. Amico Silvio 1.0 gira su qualunque computer. Offre immagini spettacolari, come Silvio accudito dalle giovani badanti in Sardegna. Contiene materiali edificanti come Silvio applaudito al congresso del Pd, o Silvio contrito per aver cacciato Biagi. Nella speciale directory Silvio Assolto potrete archiviare tutti i processi, le assoluzioni e le prescrizioni.

Prestazioni. Veloce e duttile, Amico Silvio 1.0 è un programma che risolve problemi operativi apparentemente impossibili. Per esempio, fare una legge sul conflitto di interessi e nel frattempo chiedergli di comprare un po' di Telecom sembrerebbe una contraddizione secca e irrisolvibile. Ma Amico Silvio 1.0 scardina il problema con eleganza, un sorriso, una pacca sulla spalla.

Compatibilità. Amico Silvio 1.0 si interfaccia perfettamente e senza problemi con tutti i programmi. Gli va bene quello del Partito Democratico, gli piace l'ipotesi di una federazione con Fini, è predisposto per dialogare via mail persino con Casini. Soprattutto, per la prima volta, Amico Silvio 1.0 si sente riconosciuto dagli altri programmi che cominciano a pensare a lui come un software affidabile.

Manuale Utente. Un consiglio. Tenete installato Amico Silvio 1.0. sul vostro computer finché non si parla seriamente della legge Gentiloni. Per allora uscirà il nuovo programma Silvio Si Incazza Di Nuovo 1.0, oppure reinstallate il vecchio Conflitto di Interessi 2.0. Per ora, però, usate questo Amico Silvio 1.0. Un programma di enorme successo. Molti ci stanno già cascando. Gli stessi che per ben tredici anni non hanno mai usato l'antivirus.
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martedì, 01 maggio 2007
Se una delle ragazze rumene che hanno ucciso con l'ombrello è minorenne, perchè su tutti i giornali e televisioni ne sono state mostrate le immagini a volto scoperto?
scritto di getto da antoniovota alle ore 08:29 | Permalink | commenti (2)
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