Anto', fa caldo!
Piedi nelle fontane, lingue alle prese con coni di gelato, culi in bella evidenza in spiaggia, anche per quest'anno i tg ci informano, casomai ce ne fossimo dimenticati (o per non correre il rischio che avanzi un po' di spazio per parlare anche di
certe cose), che verso fine giugno-inizio luglio arriva l'estate.
Qualche notizia però ogni tanto ce la danno, per esempio che Mastella ha minacciato di uscire dal governo. Il mastellometro segnala che dall'inizio della legislatura è la volta n.

che lo dice. In effetti stavamo in pensiero, erano una quindicina di giorni che non lo faceva, io stavo cominciando a credere che si sentisse male. Magari per via del caldo. Magari.
Che poi sempre Mastella, riferendosi alla richiesta di scarcerazione per motivi di salute di Totò Riina (più dei giudici antimafia che suoi), ha usato parole durissime:
"Se fossi palermitano sarei indignato"
Intanto le varie missioni di pace sparse per il mondo continuano a radere al suolo scuole e a massacrare bambini, si sa mai che da grandi... Immediata la reazione di Mastella:
"Se fossi afghano sarei indignato"
Ma parliamo di cose più futili, gnocca per esempio: indagate per falsa testimonianza a proposito di giri di droga in certi ambianti della milanobene (ma va'?) Yespica e altre sculettanti nullafacenti. Non si è fatta attendere una presa di posizione di Mastella:
"Se me le trombassi io sarei indignato"
In mezzo a tutto questo c'è stata la geniale uscita di Luca di Monteprezzemolo che ha lanciato strali contro i fannulloni. Che in platea c'è stato tutto un tossire nervoso, un voltarsi dall'altra parte, un alzarsi per andare in bagno. Gli ha risposto prontamente Mastella:
"Se fossi un lavoratore sarei indignato"