Da Catania verso nord in auto, l'Etna, Acirale, Taormina. Il nostro accompagnatore ci parla della storia del luogo, della gente, del teatro Greco, del mare, dei dialetti, dei problemi, della "signora Finocchiaro che mi piace tanto e io ci speravo".
Messina, lì di fronte Reggio Calabria, incredibilmente vicina.
"Ah è qui che dovrebbero fare il ponte?" chiedo io
"Già. Ci faranno spendere miliardi per una cosa inutile, a cosa serve il ponte se qui non abbiamo ancora nemmeno il doppio binario alla ferrovia?"
Dopo qualche giorno sulla strada di ritorno l'accompagnatore è un altro, appena di fronte ai piloni di San Giovanni non aspetta nemmeno la domanda: "Guardate, da qui partirà il ponte sullo stretto! Finalmente lo faranno, per fortuna che c'è berlusconi"
"Scusi - azzardo - ma a cosa serve se poi non ci sono nè strade nè ferrovie decenti?"
"Beh, ma l'importante è che intanto fanno qualcosa, poi si vedrà"
Passando da Taormina mi dirà che lì vicino è nato Fiorello, che lui una volta lo ha visto da vicino, che il fratello usciva con una sua amica, che il mese scorso c'era la televisione per il festivalbar.




