Legge bavaglio sull'informazione
Obbligo di rettifica
Tutto quello che leggete qui io non l'ho mai detto, non l'ho mai scritto, non l'ho mai nemmeno pensato.
E' tutto un complotto della sinistra, le solite manipolazioni di questi disgraziati.
Insomma rettifico tutto, sono stato frainteso.
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Già visitato da *loading* nullafacenti comunisti. Una decina, secondo la questura.
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Indicazioni ai sensi e per gli effetti della legge 7 marzo 2001, n. 62.
I curatori di Votantonio (che poi sarebbe solo uno, lui) declinano ogni responsabilità di qualsivoglia natura. Le notizie riportate provengono da altri siti sparsi per la rete e dai normali organi d'informazione, persino da quelli di rai e mediaset. I testi vengono redatti da soggetti (sempre uno, sempre lui) evidentemente incapaci di intendere e di volere, prova ne sia il fatto che qualche volta hanno votato per Pannella e per Rifondazione. Il blog è attivo da gennaio 2006, non ha periodicità regolare ed è aggiornato secondo gli umori del webmaster, la pazienza della sua compagna, e la gradazione alcolica delle bevande ingurgitate.
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C'è una cosa che mi colpisce delle immagini e dei racconti di chi l'ha vissuta: la semplicità.
Delle persone, delle loro vite, delle loro gesta. E dei loro vestiti. Non so, magari qualcuno che ne sente parlare in qualche inutile tg di oggi può pensare a uno scontro tra eserciti con divise ed elmetti, e invece quella era gente che in giacchetta o in pantaloncini corti dava la vita per liberare il Paese dall'occupazione di un regime sanguinario.
Gente semplice, ma coraggiosa, che ha resistito armata di ideali. Anche quello di poter far sporcare sessant'anni dopo, parole come Libertà. Gente anche grazie alla quale oggi un ducetto si può permettere di insozzare un fazzoletto tricolore mettendoselo al collo.
No scusate, ma io vorrei sapere cosa cazzo gli è venuto in mente a franceschini di invitare il ducetto alla manifestazione del 25 aprile!?
"Quella di Berlusconi è un'ipocrisia allo stato puro. Non gliene frega nulla di partecipare alla ricorrenza della Liberazione, vuole solo strumentalizzarla ai fini del consenso e questa è una frode. Il 25 Aprile rappresenta una data storica seria, che ci ha liberati dal fascismo. Chi pratica, predica e si riconosce nella dittatura, non deve partecipare perché un atto ipocrita e offensivo. Il governo di Berlusconi e Berlusconi stesso riduce gli spazi della democrazia e pratica attività che ci riportano a una nuova dittatura".
L'ha detto Di Pietro, ma va bene lo stesso.
Scommettiamo che si porterà dietro qualche apposito contestatore per farsi martirizzare?
"Il vertice a casa mia per risparmiare soldi pubblici"
Guardate che questa è clamorosa! Questo ducetto da giardino, questo burattino nelle mani della P2, questo fascista da operetta ormai non ha più alcun ritegno, sa che ha lordato talmente in profondità le coscienze di questo paese che può permettersi qualsiasi porcata. Sa che ormai può dire e fare quel che cazzo gli pare che tanto nessuno, non certo un'informazione spalmata al suo servizio e tantomeno un'opposizione stronza quanto lui, troverà un barlume di rispetto per se stessa per rispondergli "Ora basta, cazzo!". Sa che ormai può prenderci impunemente per il culo senza nemmeno più bisogno di fingere o farsi fraintendere.
"Risparmiare soldi pubblici" dice per giustificare il fatto che da casa sua nomini i vertici della Rai in teoria sua concorrente. "Risparmiare soldi pubblici" dice intanto che a casa sua i suoi amici razzisti si scaldano i piedi accanto al caminetto dove bruciano 460 milioni di soldi pubblici.
E intanto a L'Aquila qualcuno continua ad applaudire le sue passerelle.
Aggiornamento infinito: "Per favore, non perdiamo tempo con le inchieste sulle responsabilità"
Io voglio sperare, ma davvero, che una volta lenito il dolore, genitori, parenti, amici di chi è rimasto sotto macerie fatte di sabbia, possano smettere di applaudire, aprire gli occhi e imbracciare forconi.
L’AQUILA - Una richiesta d’aiuto. Cinque giorni prima della tragedia. Contenuta in un telegramma urgente. Una richiesta rimasta inascoltata. Mittente, il Comune dell’Aquila. Destinatari, la presidenza del Consiglio dei ministri (dipartimento della Protezione civile), il governatore della Regione Gianni Chiodi, l’assessore regionale alla Protezione civile Daniela Stati e la Prefettura dell’Aquila. Oggetto: una istanza per la dichiarazione dello “stato d’emergenza” per la città dell’Aquila, assieme alla segnalazione dello sciame sismico in corso, e di gravi lesioni ad edifici pubblici e privati. Per colpa del terremoto.
Già, perché all’Aquila il terremoto c’era già, da mesi, con una frequenza sismica ormai quotidiana. La scossa del 30 marzo scorso (con un quarto grado di magnitudo) aveva poi scatenato il panico in città con l’evacuazione di diversi uffici pubblici, oltre a lesioni gravi per migliaia di palazzi. Con una stima dei danni pari a 15 milioni di euro.
Era stata, fino a quel momento, la scossa più forte registrata all’Aquila dal 1967. E anche questo aveva spinto il sindaco Massimo Cialente a spedire un telegramma a Palazzo Chigi. Ma quella missiva (recuperata solo ora tra le macerie degli uffici comunali) cadde nel vuoto.
Del resto, proprio per la presenza dello sciame sismico e la paura diffusa nella provincia aquilana - appena il giorno prima - su richiesta del capo della protezione civile Guido Bertolaso, si era riunita all’Aquila la Commissione Nazionale Grandi Rischi. Una riunione che però non aveva - evidentemente - tranquillizzato Cialente. Che il giorno dopo decise di scrivere il telegramma.
Questo il testo: “In relazione ai gravi e perduranti episodi di eventi sismici il cui inizio risale al 16 gennaio scorso, sotto forma di quotidiano sciame sismico di complessive 200 scosse e oltre, culminato con scossa di quarto grado il 30 marzo scorso, chiedesi urgente e congruo stanziamento di fondi per prime emergenze, nonché dichiarazione stato emergenza ai fini dell’effettuazione dei necessari interventi di ripristino idoneità degli edifici pubblici e privati. Inoltre, si segnalano in particolare gravissimi danni strutturali in due edifici scolastici ospitanti cinquecento alunni”.Per il sindaco, oggi, questo telegramma ha il sapore di una drammatica beffa. “Ho fatto tutto il possibile… Adesso dobbiamo solo ricostruire ciò che abbiamo tragicamente perso. Piangere il nostro dolore e andare avanti”. Più dura la posizione della presidente della Provincia dell’Aquila, Stefania Pezzopane: “La settimana tra il 30 marzo e il 5 aprile, è stata fatale per il nostro territorio. Lanciavamo continui appelli, la gente fuggiva in strada per paura delle scosse. Ci era stato detto che la nostra era una psicosi, che avremmo dovuto avere un atteggiamento diverso, di serenità. Invece..”. E prosegue: “Possibile che le due scosse avvenute la notte del 5 aprile, poche ore prima della tragedia, non abbiamo fatto suonare un benché minimo campanello d’allarme? Molti di quelli che si sono salvati, quella notte hanno dormito in macchina”.
Cazzo, l'omuncolo dice papale papale che a comandare sono quei razzisti in camicia verde che lo tengono per le palle, e gli irresponsabili sono gli altri.
E sarebbe da ridere se non fosse tragico, vedere il codazzo dei suoi servi sciocchi che continuano a parlare di "impossibilità" di accorpamento per via di fantomatici vincoli costituzionali (loro poi... che con la Costituzione ci si puliscono il culo) coprendosi di ridicolo mentre il loro padrone confessa spudoratamente.
E voi, merdosi che 'sta merda l'avete votata, forza, lamentatevi degli sprechi adesso. Inveite contro la crisi. Indignatevi per le vignette.
Forza coglioni, correte a donare un euro con l'sms, che aspettate?
Bello sarà il giorno che andrete al bancomat, e sullo schermo vi apparirà una pernacchia. Bello sarà attendervi lì dietro col forcone in mano.
Dice maroni che "I soldi per gestire l'emergenza non mancano, non abbiamo problemi di risorse".
E lo dice per rifiutare la proposta di franceschini di accorpare le date di elezioni e referendum e destinare qualche centinaio di milioni risparmiati alla ricostruzione in Abruzzo.
Ripeto: maroni ha detto che non esiste un problema di soldi, ne hanno in abbondanza per sostenere la popolazione e ricostruire le case.
Capito?
Quindi chi vi chiede un euro di solidarietà via sms, o vi dà il numero di conto corrente per sottoscrizioni in favore di... è un truffatore, mandatelo a batter cassa da maroni, paga tutto maroni, creme solari comprese.
E quando domani lo stesso maroni chiederà l'una tantum non vi incazzate, perchè queste merde che speculano politicamente anche sui cadaveri ricoperti di polvere ce li avete mandati voi al governo. E non ve lo perdonerò mai!
"Mi serve il suo documento e il codice fiscale" "Il documento eccolo, ma il tesserino del codice fiscale è rimasto nel secondo cassetto del mobile del salotto, solo che c'è qualche tonnellata di macerie sopra"
Vabbè, questa vuole fare la spiritosa - "Luogo di nascita?" "L'Aquila"
La guardo.
Mi guarda. Ride.
"Non oso chiederle l'indirizzo di residenza" "Non era una battuta prima, l'indirizzo è quello scritto sul documento, però adesso non esiste più. E' davvero rimasto lì sotto il codice fiscale. Però se vuole me lo ricordo a memoria"
"Mi scusi... credevo che... Beh, davvero mi fa piacere vederla col morale alto" "Cosa dovrei fare? Una volta che sono riuscita a recuperare tutti i figli e i nipoti ho realizzato che da ora in poi per me ogni giorno che passa è un giorno trovato. Adesso siamo in dodici che dormiamo in due stanze da dei parenti qui, per ora ridiamo, poi verrà anche il momento della consapevolezza"
E penso a quel palazzinaro piduista, proprietario di ville e parrucche abusive, che invita la gente ad andare al mare e di portarsi la crema solare. E io non ci credo che l'abbia detto sul serio, perchè l'ho visto ancora oggi blaterare cazzate in diretta sui tg di regime, e non è possibile che sia ancora vivo, che se l'avesse detto sul serio a quest'ora sarebbe appeso a marcire su qualche traliccio rimasto in piedi.
Il meccanismo è il solito: come quando uno compie un reato e a sentire lui il delinquente da bloccare con ogni mezzo è il magistrato che lo arresta.
Così oggi il ducetto tascabile dà sfoggio di cafonaggine e idiozia in mondovosione, e a fare finta di incazzarsi è lui, che coglie la palla al balzo per annunciare ulteriori censure a quei pochi non ancora suoi servi che si sforzano di ridere per non vergognarsi.
Già, fa finta. O siete anche voi come i cervelloni alla violante che ormai da un ventennio credono che le sue siano solo gaffes e non si accorgono di avergli lasciato costruire un regime ogni giorno più autoritario? "Tentato di prendere misure dure", certo, durissime come clave, ma su quelle testedicazzo che l'hanno votato!