Il minzolino rimbrottato dal superiore si presenta in pompa magna per giustificarsi e dice che lui non si occupa delle vicende private dei politici. Del suo voltagabbanare in balia del vento leggete nel post precedente. Una prece.
Uno dei tanti cicchitti dà fiato alle trombe e dice che "in casa propria ognuno può organizzare tutti i festini che vuole". Ovviamente nessuno dei servi presenti gli chiede come mai allora ieri hanno chiuso quattro famosi locali e arrestato 50 persone per un giro di droga e prostituzione nelle discoteche, e tantomeno nessuno gli fa notare che certe case, ancorché private, non vengono demolite, ancorché abusive, in quanto considerate residenze di stato, quindi tanto affari suoi (stavo per scrivere cazzi) non sono più. Tantomeno se le puttane vi ci vengono aviotrasportate a spese nostre. A prescindere su chi le utilizzerà alla fine.
Già, utilizzatore finale l’ha chiamato il suo avvocato, il mister simpatia, in un impeto di eleganza. A proposito, ve la ricordate la faccenda della cocaina portata al ministero? L’utilizzatore finale poi chi era?
E quello che definisce opera di "patronage" comportamenti che per chiunque altro sarebbero pruriti di un vecchio maiale?
E quelli che tirano in ballo Sircana col travestito? Che come influenza, potere, visibilità è come paragonare me a Jimi Hendrix solo perché ho una chitarra dello stesso colore della sua.
E quelli che invocano il diritto alla privacy per uno che ha rincoglionito un’intera generazione spiandola in diretta tv 24 ore su 24, e che la sua vita privata ce l’ha sbattuta di forza nella cassetta delle lettere?
Quello che mi sconcerta ogni volta è l’assoluto cieco asservimento dei suoi sodali. Sono patetici, ridicoli, grotteschi nei loro tentativi di difendere l’indifendibile. E non parlo solo dei gasparri o dei bonaiuti che quelli poverini non fanno testo. Vedo anche gente che almeno dalla faccia sembrano persone un minimo preparate, colte, attente, ma che immolano la loro coscienza sull’altare (altarino) del capetto. Ma non si vergogneranno mai prima di addormentarsi? Non recupereranno mai un briciolo di dignità? Non capiranno mai di essere complici per aver messo un paese nelle mani di un omuncolo che nel corso della sua vita non ha fatto altro che rendersi ricattabile, dagli stallieri mafiosi alle troiette di primo pelo? Non troveranno mai un granello di coraggio per gridare un giorno in diretta a reti unificate nell’ennesimo microfono peloso "silvio vaffanculo"?
Ma sapete qual è la cosa che più mi preoccupa? Mettiamo che quel giorno arrivi. Mettiamo che il piduista, ripeto: piduista tessera 1816, crolli con tutto il suo castello di fard. Mettiamo che la sua fine sia più vicina di quanto immaginiamo e speriamo. Quali saranno, mi sto chiedendo con una certa inquietudine, le contromisure alle quali gelli e i suoi staranno certamente già lavorando?
Se in quei giorni doveste trovarvi a prendere qualche treno mi raccomando, controllate bene che non ci siano valigie incustodite sotto i sedili.