Legge bavaglio sull'informazione
Obbligo di rettifica
Tutto quello che leggete qui io non l'ho mai detto, non l'ho mai scritto, non l'ho mai nemmeno pensato.
E' tutto un complotto della sinistra, le solite manipolazioni di questi disgraziati.
Insomma rettifico tutto, sono stato frainteso.
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Già visitato da *loading* nullafacenti comunisti. Una decina, secondo la questura.
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Indicazioni ai sensi e per gli effetti della legge 7 marzo 2001, n. 62.
I curatori di Votantonio (che poi sarebbe solo uno, lui) declinano ogni responsabilità di qualsivoglia natura. Le notizie riportate provengono da altri siti sparsi per la rete e dai normali organi d'informazione, persino da quelli di rai e mediaset. I testi vengono redatti da soggetti (sempre uno, sempre lui) evidentemente incapaci di intendere e di volere, prova ne sia il fatto che qualche volta hanno votato per Pannella e per Rifondazione. Il blog è attivo da gennaio 2006, non ha periodicità regolare ed è aggiornato secondo gli umori del webmaster, la pazienza della sua compagna, e la gradazione alcolica delle bevande ingurgitate.
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Franceschini, bersani, d'alema, sono solo alcuni dei 59 deputati del pd che ieri erano assenti dall'aula del parlamento dove invece sarebbero dovuti essere, non fosse altro per il fatto che sono pagati e qualcuno addirittura li ha votati per questo.
Fossero andati a lavorare, e magari avessero anche votato contro il decreto, il condono mafioso non sarebbe passato. No così, per dire.
"Che c'entra con il servizio pubblico la gag con due ragazze nei bagni di Palazzo Grazioli?" dice un gerarca del ducetto continuando l'opera di intimidazione di qualsiasi voce di dissenso, fosse anche sola satira (nella fattispecie il programma della Dandini).
"Mi scusi gerarca, mi dica lei cosa c'entrano con la funzione pubblica due zoccole vere nei bagni di Palazzo Grazioli!" risponde il giornalista a schiena dritta.
Ok, al solito, risponderebbe se fosse un giornalista.
Non avevo la macchina fotografica a portata di mano, ma giuro che è vero: gironzolavo per un paesello sull'Appennino, scampoli di estate, turisti, negozi. I soliti come ovunque, scarpe come se piovesse, stracci a forma di vestiti con prezzi al metro quadro equivalenti a un appartamento, paccottiglia in tutte le salse. E agenzie di viaggi.
Nella vetrina di una di queste un mega cartello annuncia: ULTIMI POSTI RIMASTI, PRENOTATEVI SUBITO. Ritrovo in piazza ore 5, colazione in autogrill, pranzo a sacco, rientro ore 23.
Per visitare l'Arena di Verona prima che ci voglia il passaporto? Il ponte di Calatrava a Venezia prima che crolli? Messina col traghetto?
No. SHOPPING A MILANO E VISITA AGLI STUDI DI STRISCIA LA NOTIZIA.
Ecco, io sulla rinascita socioculturale di un paese in cui le mete, in tutti i sensi, sono diventate queste comincio a credere di aver perso ogni speranza.
Lo scarso impegno della politica nella diffusione della banda larga sul territorio e nell’alfabetizzazione informatica della popolazione e l’inarrestabile susseguirsi di iniziative legislative volte a scoraggiare l’utilizzo della Rete come veicolo di diffusione ed accesso all’informazione costituiscono indici sintomatici della ferma volontà di non consentire che la Rete giochi il ruolo che le è proprio: primo vero mezzo di comunicazione di massa ed esercizio della libertà di manifestazione del pensiero nella storia dell’umanità.
L’emendamento D’Alia sui filtraggi governativi dei contenuti, il DDL Carlucci contro ogni forma di anonimato, il DDL Lussana finalizzato ad accorciare la memoria della Rete, il DDL Alfano attraverso il quale si vorrebbero applicare all’intera blogosfera le disposizioni in tema di obbligo di rettifica nate per la sola carta stampata e, infine, il DDL Pecorella – Costa, con il quale ci si prefigge l’obiettivo di trasformare ex lege l’intera Rete in un immenso quotidiano e trattare tutti i suoi utenti da giornalisti, direttori o editori di giornali non possono lasciare indifferenti.
Esiste il rischio, ed è elevato, che ci si risvegli un giorno non troppo lontano e ci si accorga che la Rete è spenta e che la prima e l’ultima speranza di uno spazio per l’informazione libera è naufragata. (Continua qui)
scritto di getto da antoniovota alle ore 13:10 | Permalink | commenti
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Sarebbe da ridere, se non fossero in gioco gli ultimi scampoli di Democrazia.
Ultimamente va di moda querelare certi giornali così a cazzo, o perchè pongono delle domande, o perchè raccontano dei fatti, il loro mestiere cioè. Come querelare un barista perchè ha fatto un caffè. Ora la ministra al collirio apre un nuovo filone: la querela (mirata) per diffamazione di rimbalzo. Roba che nemmeno il campione del mondo di biliardo.
Insomma, durante uno spettacolo un comico dice una cosa (peraltro sulla bocca di tutti), diffamante o meno è indifferente. I giornali riportano la cronaca dello spettacolo ovviamente pubblicando stralci delle cose dette, e un anno dopo, un anno dopo!, parte la richiesta di una milionata di euro. Mica al comico. A uno (e uno solo) dei giornali!
Sublime la motivazione addotta: "In seguito alla lettura degli articoli imputati la ministra registrava anche sofferenze fisiche che portavano la stessa a perdere peso e a soffrire di insonnia e forti emicranie".
Poverina, c'ha mal di testa. Scommetto che quando le fu proposto il ministero non ce l'aveva.
PS: che poi basterebbe una regolina semplice semplice: mi quereli per millemila miliardi? Bene, ma se la causa la perdi poi me li dai te a me!
Said Karroui, 37 anni, marocchino. Decapitato dalle lame di un escavatore. Ma quel che fa più rabbia è il falso e ipocrita "il suo primo giorno di lavoro".
Fateci caso, muoiono tutti il primo giorno di lavoro. Non fanno in tempo ad assumerli che zac! vanno subito ad allungare la lista dei caduti. Che sfortuna eh? Andare a morire un attimo dopo (o prima?) essere stati regolarizzati. E senza nemmeno una bandierina, un ministro in lacrime, un bambino col suo cappellino di carta di giornale in testa.
Nella foto: un ministro di merda di questo governo di merda (al quale qualche elettore di merda deve pur aver dato il suo voto di merda) mentre di fronte a una platea di merda augura all'opposizione di "morire ammazzata" definendola come una elìte di merda.
Il TGminzo, quello tuttonotizie e nientegossip, ci ha appena informati sul valore di un paio di orecchini di Maradona e ci ha esortati a mettere la mano davanti alla bocca in caso ti starnuti o colpi di tosse.
Nemmeno una parola sull'arresto per spaccio di coca del fornitore di troie del puttaniere del consiglio.
Cordoglio e massimo rispetto per chi è morto, ma trattandosi di una guerra, oltretutto scatenata par meri motivi economici (o qualcuno pensa davvero che c'entri qualcosa la libertà delle donne?), io mi stupisco di più, e mi aspetterei edizioni straordinarie, quei giorni quando non muore nessuno.
In altre parole: se con l'articolo 11 della Costituzione vi ci siete puliti il culo, ora è inutile e ipocrita star tanto lì a piagnucolare in diretta tv.
Ogni volta che il regime mediatico dà fiato ai suoi tromboni coi nei e qualcuno prova a incazzarsi, la risposta immancabile e scontata delle trombette di servizio è: "Gli italiani sono meno sprovveduti di quanto si pensi, sanno farsi un'idea da soli e comunque sapranno scegliere, hanno il telecomando no?"
Ora, a parte che gli italiani sono "come dei bambini di undici anni e nemmeno tanto svegli" l'ha detto il ducetto del consiglio, ma non si capisce come mai la stessa frase non venga mai usata nei confronti dei vari Santoro, Travaglio, Guzzanti, Luttazzi, Gabanelli ecc., contro i quali invece viene regolarmente invocata la censura.
Vabbè dicevamo, avete il telecomando no? E fintanto che la lasceranno vivere anche la rete. Guardatevi questo.
E infatti non lo è, essendo stato radiato dall'ordine. Ma si sa, che si tratti di fare il parlamentare o la trombetta, per qualcuno le denunce, le condanne, la mascalzonaggine in genere sono note di merito e una poltrona sicura gliela si trova di sicuro.
"Cominciamo da boffo", scrisse il feltrino antisdrucciolo facendo mafiosamente intendere di avere pronti altri dossier farlocchi. E infatti ora tocca a fini, il fascista in doppiopetto che fosse per i cervelloni del pd lo farebbero segretario, per ora solo mafiosamente minacciato. "...Domani potrebbe toccare al presidente della Camera. E' sufficiente - per dire - ripescare un fascicolo del 2000 su faccende a luci rosse riguardanti personaggi di Alleanza nazionale per montare uno scandalo. Meglio non svegliare il can che dorme" scrive. Che se fosse un giornalista, e infatti non lo è essendo stato radiato ecc. ecc., pubblicherebbe quello che ha in mano, possibilmente autentico, e basta, senza far tante minacce. Se fosse un giornalista. Se fosse.
"Il Cavaliere è accusato di fare ciò che dubito possa fare: dedicarsi a una sfrenata attività sessuale. Fantasie. Frequento da alcuni anni gli urologi. Questioni di prostata, data l'età. Se hai un cancrone proprio lì, la prostata va eliminata col tumore. E allora addio rapporti. Facendo strame della privacy, affermo che Silvio nel '96 fu operato di cancro alla prostata al San Raffaele. Non racconto balle se dico buonanotte al sesso. Berlusconi ha 73 anni, non ha più la prostata. La scienza fa miracoli tranne uno: quello. Ma vi sono quotidiani che hanno sprezzo del ridicolo, e insistono. Fossi in Silvio avrei la tentazione di sbandierare in tv il certificato del dottore".(littorio feltri, 19/02/09)
Siamo tuttora in attesa della denuncia di ghedini o ghedoni per chiedere a feltri il risarcimento di uno o due milioni di euro, come già avvenuto per Repubblica e L'Unità.
"Resto sconcertato alla notizia che un giornalista venga condannato per un reato di opinione. A questo punto è definitivamente urgente depenalizzare i reati a mezzo stampa" (frainteso del consiglio, 13/02/06)
Già che ci siamo aggiungiamo anche l'ultima perla, fresca di giornata, del sistemafigliscemi padano: "La vicenda delle escort è stata voluta dalla mafia".
Immagino intendesse dire che sono le cosche a rifornire di troie il puttaniere del consiglio, probabilmente per ringraziarlo della sua lotta contro i Magistrati.
Il comprasentenze del consiglio sproloquia a reti unificate in conferenza stampa, e a proposito della D'Addario vomita: "Con i quattro reati di cui è responsabile rischia 18 anni di carcere".
A quel punto tutti i giornalisti, di destra di sinistra di centro di sopra di sotto, si sono alzati e hanno chiesto in coro: "Scusi, se non ci fosse il lodo angelino lei quanti ne rischierebbe?"
Questo non dico se fossimo in un mondo perfetto, ma semplicemente in un paese normale.
Nel frattempo quel tale lì... il candidato leader di quel partito... non mi ricordo manco quale, ah sì, franceschini, dice che la situazione gli puzza tanto di fascismo e mussolini.
Buongiorno eh dario, ben svegliato.
Per finire la giornata in bellezza ci si è messo anche Pisolo napolitano, che di fronte ai soliti sguaiati attacchi del mafioso del consiglio contro la Magistratura ha invitato alla calma e alla moderazione. I Magistrati ovviamente.
Dopo aver stecchito per errore un liftato attratto dai minori e con guai giudiziari, questa volta zeus ha colpito un trapiantato tricotico che faceva tv.
Forse sta aggiustando il tiro, anche se ancora non ci siamo... (grazie a Vi')
Servizio traduzioni: "Allora papi? Dopo tutto quello che ho fatto per te che fine hanno fatto le tue promesse? Arriva 'sto seggio? Anzi no, preferisco il programma in televisione"
Il virus dell'influenza suina inizia a mietere vittime in tutta Europa: dopo l'ottuagenario in coma per essere caduto dal sesto piano, ora anche un novantenne fumatore con otto by-pass ricoverato da tre anni con ustioni di terzo grado e ferite da arma da fuoco al torace è stato stroncato dal temibile virus. Massima allerta dell'OMS e cimiteri chiusi per contrastare il fenomeno.
Quando ho letto che il prode ghedoni ha affermato che il suo illustre cliente sarà ben lieto di dimostrare a tutti che non solo non è un vecchio porco, ma tantomeno impotente, ero pronto a postare un "OLLELLE' OLLALLA', FACCELO VEDE' FACCELO TOCCA'". Così, per ridere.
Poi ho letto anche di einstein gasparri che ha detto "Maccheccazzocenefregannoi della Costituzione, se ci bocciano il lodo angelino troveremo un cavillo per andarvi in culo a tutti", la voglia di ridere m'è passata e allora mi sono rimesso ad affilare falci fienaie e ad appuntire forconi.
Dice il bugiardino del consiglio che lui non ha nulla da nascondere, che lui, tra una querela e una richiesta di milionate di euro, la libertà di stampa la rispetta, che lui risponderebbe senza problemi alle famose 10 domande, se solo gliele facesse qualsiasi altro giornale invece di quel covo di delinquenti sovversivi che è Repubblica.
Che uno si aspetta il giorno dopo tutti, ma proprio TUTTI i quotidiani, le riviste, le fanzine, i fogli di quartiere, i depliant pubblicitari nella buca delle lettere titolino a caratteri cubitali: OK, GLIELE FACCIAMO NOI QUELLE DOMANDE, ECCOLE QUA, ADESSO VUOLE RISPONDERCI CORTESEMENTE? O CI QUERELA TUTTI QUANTI?
Vedrete, questo è un paese serio, direttori e giornalisti daranno prova di non temere le intimidazioni, risponderanno all'arroganza del potere tenendo la schiena ben dritta, dimostreranno di essere uniti e pronti a difendere la libertà d'informazione e con essa la Democrazia, domattina sicuramente le domande saranno a nove colonne su tutte le prime pagine.
Solo per informare le Signorie Vostre che il TGminzo, quello che a detta del suo scodinzolante direttore non si occupa di gossip, ha appena dedicato un servizio alla presunta richiesta di matrimonio di George Clooney a Elisabetta Canalis.
Tanto dovevasi.
Cioè capito? Ora i vescovoni dicono che "dovrebbe dimettersi". No, mica il pagaputtane del consiglio, ce l'hanno col direttore dell'Avvenire.
Ok, questo spara bordate contro gli omosessuali intanto che fa il filo al marito di un'amica, ma in questo momento chissenefrega?! Mettere sullo stesso piano Boffo e il trasportatroie (a spese nostre) del consiglio è come paragonare me a Jimi Hendrix per il solo fatto di avere avuto entrambi una Fender bianca. Giochino ignobile smascherabile in quattro e quattr'otto, se invece di lasciarla fare unicamente a un paio di giornali e a qualche sitarello in rete gli imbecilli dell'opposizione svolgessero il compito per il quale sono pagati.
Ma tant'è, missione compiuta, oscurate dalle prime pagine le maialate e gli attacchi alla libertà di informazione, ecco tutti a guardare il dito anzichè la luna, a ragionare del nulla, sulle doppie e triple morali di inutili personaggini di contorno. Bel colpo vittorinco.