domenica, 29 novembre 2009



Inutile che ora tenti di rimediare, se chi ti tiene per le palle e ti ricatta da una vita ha deciso che non gli servi più sei spacciato.

Ma quando come un'inutile marionetta finirai nell'immondizia io non canterò la vittoria di Pirro, ché l'inquinamento che hai provocato è ormai irreversibile, e chi verrà dopo di te dovrà essere combattuto assai più ferocemente.
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categoria:pensieri a voce alta
sabato, 28 novembre 2009
Giusto per ricordare agli italioti che blaterano di indagini a orologeria, che certi inquietanti interrogativi venivano in mente già diversi anni fa, e anche a quei soggetti che oggi si sono venduti al potere.



Basta. Basta con questa indicibile manfrina messa in piedi dai mezzi di comunicazione di massa sulle vicende giudiziarie - specialmente quelle palermitane - di Silvio Berlusconi. È arrivata l'ora delle certezze definitive. Di seguito presento al signor Berlusconi una serie di domande invitandolo pubblicamente a rispondere nel merito con cristallina chiarezza affinché una volta per tutte sia lui in prima persona a dimostrare - se ne è capace - che con Cosa Nostra non ha e non ha mai avuto nulla a che fare. A scanso di equivoci e strumentalizzazioni, già da ora - signor Berlusconi - le annuncio che nessuna delle notizie sul suo conto che leggerà in questo articolo è frutto di "pentimenti", e nessuna delle domande che le sto per porre si basa o prende spunto anche fosse in modo marginale dalle parole dei cosiddetti "pentiti". Tutto al contrario, esse si basano su personali indagini e su documenti amministrativi che in ogni momento - se lo riterrà - potrò inviarle perché si sinceri della loro autenticità. Detto questo, prego, legga, e mi sappia poi dire.Partiamo da lontano, perché lontano inizia la sua storia imprenditoriale, signor Berlusconi.

Primo quesito: lei certamente ricorda che il 26 settembre 1968 la sua società - l'Edilnord Sas - acquistò dal conte Bonzi l'intera area dove di lì a breve lei costruirà il quartiere di Milano2. Lei pagò l'area circa 4.250 lire al metro quadrato, per un totale di oltre 3 miliardi. Questa somma, nel 1968 quando lei aveva appena 32 anni e nessun patrimonio familiare alle spalle, è di enorme portata. Oggi, tabelle Istat alla mano, equivarrebbe a 38 miliardi, 739 milioni e spiccioli. Dopo l'acquisto - intendo dire nei mesi successivi - lei aprì un gigantesco cantiere edilizio, il cui costo arriverà a sfiorare 500 milioni al giorno, che in circa 4-5 anni porterà all'edificazione di Milano2 così come è oggi. Ecco la prima domanda: signor Berlusconi, a lei, quando aveva 32 anni, gli oltre 30 miliardi per comprare l'area, chi li diede? Inoltre: che garanzie offrì e a chi per ricevere tale ingentissimo credito? In ultimo: il denaro per avviare e portare a conclusione il super-cantiere, chi glielo fornì? Vede, se lei non chiarisce questi punti, si è autorizzati a credere che le due misteriose finanziarie svizzere amministrate dall'avvocato di Lugano Renzo Rezzonico "sue finanziatrici", così come altre finanziarie elvetiche che entreranno in scena al suo fianco e che tra poco incontreremo, sono paraventi dietro i quali si sono nascosti soggetti tutt'altro che raccomandabili. Sì, perché - mi creda signor Berlusconi - nel 1998, oggi, se lei chiarisse una volta per tutte, con nomi e cognomi, chi le prestò tale gigantesca fortuna facendo con questo crollare ogni genere di sospetto e insinuazione sul suo conto, nessuno e dico nessuno si alzerebbe per criticarla sostenendo che lei operò con capitali sfuggiti, per esempio, al fisco italiano e riparati in Svizzera, poi rientrati in Italia grazie alla sua attività imprenditoriale. Sarei il primo ad applaudirla, signor Berlusconi, se la realtà fosse questa. Se invece di denaro frutto di attività illecite, si trattò di risparmi onestamente guadagnati e quindi sottratti dai rispettivi proprietari al fisco assassino italiota che grazie a lei ridiventarono investimenti, lei sarebbe da osannare. Parli, signor Berlusconi, faccia i nomi e il castello di accuse di riciclaggio cadrà di schianto. 

Secondo quesito: il 22 maggio 1974 - certamente lo ricorda, signor Berlusconi - la sua società "Edilnord Centri Residenziali Sas" compì un aumento di capitale che così arrivò a 600 milioni (4,8 miliardi di oggi, fonte Istat). Il 22 luglio 1975 la medesima società eseguì un altro aumento di capitale passando dai suddetti 600 milioni a 2 miliardi (14 miliardi di oggi, fonte Istat). Anche in questo caso, vorrei sapere da dove e da chi sono arrivati queste forti somme di denaro in contanti. 

Terzo quesito: il 2 febbraio 1973 lei fondò un'altra società, la Italcantieri Srl. Il 18 luglio 1975 questa sua piccola impresa diventò una Spa con un aumento di capitale a 500 milioni. In seguito, quei 500 milioni diventeranno 2 miliardi e lei farà in modo di emettere anche un prestito obbligazionario per altri 2 miliardi. Signor Berlusconi, anche in questo caso le chiedo: il denaro in contanti per queste forti operazioni finanziarie, chi glielo diede? Fuori i nomi.

Quarto quesito: lei non può essersi scordato che il 15 settembre 1977 la sua società Edilnord cedette alla neo-costituita "Milano2 Spa" tutto il costruito del nuovo quartiere residenziale nel Comune di Segrate battezzato "Milano2" più alcune aree ancora da edificare di quell'immenso terreno che lei comperò nel '68 per l'equivalente di più di 32 miliardi in contanti. Tuttavia quel 15 settembre di tanti anni fa, accadde un altro fatto: lei, signor Berlusconi, decise il contemporaneo cambiamento di nome della società acquirente. Infatti l'impresa Milano2 Spa iniziò a chiamarsi così proprio da quella data. Il giorno della sua fondazione a Roma, il 16 settembre 1974, la futura Milano2 Spa - come lei senza dubbio rammenta - viceversa rispondeva al nome di Immobiliare San Martino Spa, "forte" di un capitale di lire 1 (un) milione, il cui amministratore era Marcello Dell'Utri. Lo stesso Dell'Utri che lei, signor Berlusconi, sostiene fosse a quell'epoca un «mio semplice segretario personale». Sempre il 15 settembre 1977, quel milione venne portato a 500 e la sede trasferita da Roma a Segrate. Il 19 luglio 1978, i 500 milioni diventeranno 2 miliardi di capitale sociale. Ecco, anche in questo caso, vorrei sapere dove ha preso e chi le ha fornito tanto denaro contante e in base a quali garanzie.

Quinto quesito: signor Berlusconi, il cuore del suo impero, la notissima Fininvest, certamente ricorda che nacque in due tappe. Partiamo dalle seconda: l'8 giugno 1978 lei fondò a Roma la "Finanziaria d'Investimento Srl" - in sigla Fininvest - dotandola di un capitale di 20 milioni e di un amministratore che rispondeva al nome di Umberto Previti, padre del noto Cesare di questi tempi grami (per lui). Il 30 giugno 1978 il capitale sociale di questa sua creatura venne portato a 50 milioni, il 7 dicembre 1978 a 18 miliardi, che al valore d'oggi sarebbero 81 miliardi, 167 milioni e 400 mila lire. In 6 mesi, quindi, lei passò dall'avere avuto in tasca 20 milioni per fondare la Fininvest Srl a Roma, a 18 miliardi. Fra l'altro, come lei certamente ricorda, la società in questo periodo non possedeva alcun dipendente. Nel luglio del 1979 la Fininvest Srl, con tutti quei soldi in cassa, venne trasferita a Milano. Poco prima, il 26 gennaio 1979 era stata "fusa" con un'altra sua società dall'identico nome, signor Berlusconi: la Fininvest Spa di Milano. Questa società fu la prima delle due tappe fondamentali di cui dicevo poc'anzi alla base dell'edificazione del suo impero, e in realtà di milanese aveva ben poco, come lei ben sa. Infatti la Fininvest Spa venne anch'essa fondata a Roma il 21 marzo del 1975 come Srl, l'11 novembre dello stesso anno trasformata in Spa con 2 miliardi di capitale, e quindi trasferita nel capoluogo lombardo. Tutte operazioni, queste, che pensò, decise e attuò proprio lei, signor Berlusconi.Dopo la fusione, ricorda?, il capitale sociale verrà ulteriormente aumentato a 52 miliardi (al valore dell'epoca, equivalenti a più di 166 miliardi di oggi, fonte Istat). Bene, fermiamoci qui. Signor Berlusconi, i 17 miliardi e 980 milioni di differenza della Fininvest Srl di Roma (anno 1978) chi glieli fornì? Vorrei conoscere nomi e cognomi di questi suoi munifici amici e anche il contenuto delle garanzie che lei, signor Berlusconi, offrì loro. Lo stesso dicasi per l'aumento, di poco successivo, a 52 miliardi. Naturalmente le chiedo anche notizie sull'origine dei fondi, altri 2 miliardi, della "gemella" Fininvest Spa di Milano che lei fondò nel 1975, anno pessimo per ciò che attiene al credito bancario e ancor peggio per i fondamentali dell'economia del Paese.

Sesto quesito: lei, signor Berlusconi, almeno una volta in passato tentò di chiarire il motivo dell'esistenza delle 22 (ma c'è chi scrive, come Giovanni Ruggeri, autore di "Berlusconi, gli affari del Presidente" siano molte di più, addirittura 38) "Holding Italiane" che detengono tuttora il capitale della Fininvest, esattamente l'elenco che inizia con Holding Italiana Prima e termina con Holding Italiana Ventiduesima. Lei sostenne che la ragione di tale castello societario sta nell'aver inventato un meccanismo per pagare meno tasse allo Stato. Così pure, signor Berlusconi, lei ha dichiarato che l'inventore del marchingegno finanziario, che ripeto detiene - sono sue parole - l'intero capitale del Gruppo, fu Umberto Previti e l'unico scopo per il quale l'inventò consisteva - e consiste tutt'oggi - nell'aver abbattuto di una considerevole percentuale le tasse, ovvero il bottino del rapinoso fisco italiota ai suoi danni, con un meccanismo assolutamente legale. Queste, mi corregga se sbaglio, furono le ragioni che addusse a suo tempo, signor Berlusconi, per spiegare il motivo per cui il capitale della Fininvest è suddiviso così. È una motivazione, però, che a molti appare quanto meno curiosa, se raffrontata - ad esempio - con l'assetto patrimoniale di un altro big dell'imprenditoria nazionale, Giovanni Agnelli, che viceversa ha optato da molti anni per una trasparentissima società in accomandita per detenere e definire i propri beni e quote del Gruppo Fiat. In sostanza lei, signor Berlusconi, più volte ha ribadito che "dietro" le 22 Holding c'è soltanto la sua persona e la sua famiglia. Non avrò mai più motivo di dubitare di questa sua affermazione quando lei spiegherà con assoluta chiarezza le ragioni di una sua scelta a dir poco stupefacente. Questa: c'è un indirizzo - a Milano - che lei, signor Berlusconi conosce molto bene. Si tratta di via Sant'Orsola 3, pieno centro cittadino. A questo indirizzo nel 1978 nacque una società fiduciaria - ovvero dedita alla gestione di patrimoni altrui - denominata Par.Ma.Fid.A fondarla furono due commercialisti, Roberto Massimo Filippa e Michela Patrizia Natalini. Detto questo, certo rammenta, signor Berlusconi, che importanti quote di diverse delle suddette 22 Holding verranno da lei intestate proprio alla Par. Ma.Fid. Esattamente il 10 % della Holding Italiana Seconda, Terza, Quarta, Quinta, Ventunesima e Ventiduesima, più il 49% della Holding Italiana Prima, la quale - in un perfetto gioco di scatole cinesi - a sua volta detiene il 100% del capitale della Holding Italiana Sesta e Settima e il 51% della Holding Italiana Ventiduesima. Vede, signor Berlusconi, dovrebbe chiarirmi per conto di chi la Par.Ma.Fid. gestirà questa grande fetta del Gruppo Fininvest e perché lei decise di affidare proprio a questa società tale immensa fortuna. Infatti lei - che è un attento lettore di giornali e ha a sua disposizione un ferratissimo nonché informatissimo staff di legali civilisti e penalisti - non può non sapere che la Par.Ma.Fid. è la medesima società fiduciaria che ha gestito - esattamente nello stesso periodo - tutti i beni di Antonio Virgilio, finanziere di Cosa Nostra e grande riciclatore di capitali per conto dei clan di Giuseppe e Alfredo Bono, Salvatore Enea, Gaetano Fidanzati, Gaetano Carollo, Carmelo Gaeta e altri boss - di area corleonese e non - operanti a Milano nel traffico di stupefacenti a livello mondiale e nei sequestri di persona. Quindi, signor Berlusconi, a chi finivano gli utili della Fininvest relativi alle quote delle Holding in mano alla Par.Ma.Fid.? Per conto di chi la Par.Ma.Fid. incassava i dividendi e gestiva le quote in suo possesso? Chi erano - mi passi il termine - i suoi "soci", signor Berlusconi, nascosti dietro lo schermo anonimo della fiduciaria di via Sant'Orsola civico 3? Capisce che in assenza di una sua precisa quanto chiarificatrice risposta che faccia apparire il volto - o i volti - di coloro che per anni incasseranno fior di quattrini grazie alla Par.Ma.Fid., ovvero alle quote della Fininvest detenute dalla Par.Ma.Fid. non si sa per conto di chi, sono autorizzato a pensare che costoro non fossero estranei all'altro "giro" di clienti contemporaneamente gestiti da questa fiduciaria, clienti i cui nomi rimandano direttamente ai vertici di Cosa Nostra.

Settimo quesito: è universalmente noto che lei, signor Berlusconi, come imprenditore è "nato col mattone" per poi approdare alla televisione. Proprio sull'edificazione del network tivù è incentrato questo punto. Lei, signor Berlusconi, certamente ricorda che sul finire del 1979 diede incarico ad Adriano Galliani di girare l'Italia ad acquistare frequenze tivù. Lo scopo - del tutto evidente - fu quello di costituire una rete di emittenti sotto il suo controllo, signor Berlusconi, in modo da poter trasmettere programmi, ma soprattutto pubblicità, che così sarebbe stata "nazionale" e non più locale. La differenza dal punto di vista dei fatturati pubblicitari, ovviamente, era enorme. Fu un piano perfetto. Se non che, Adriano Galliani invece di buttarsi a capofitto nell'acquisto di emittenti al Nord, iniziò dal Sud e precisamente dalla Sicilia, dove entrò in società con i fratelli Inzaranto di Misilmeri (frazione di Palermo) nella loro Retesicilia Srl, che dal 13 novembre 1980 vedrà nel proprio consiglio di amministrazione Galliani in persona a fianco di Antonio Inzaranto. Ora lei, signor Berlusconi, da imprenditore avveduto qual è, non può non avere preso informazioni all'epoca sui suoi nuovi soci palermitani, personaggi molto noti da quelle parti per ben altre questioni, oltre la tivù. Infatti Giuseppe Inzaranto, fratello di Antonio nonché suo partner, è marito della nipote prediletta di Tommaso Buscetta. No, sia chiaro, non mi riferisco al "pentito Buscetta" del 1984, ma al super boss che nel '79 è ancora braccio destro di Pippo Calò e amico intimo di Stefano Bontate, il capo dei capi della mafia siciliana. Quindi, signor Berlusconi, perché entrò in affari - tramite Adriano Galliani - con gente di questa risma? C'è da notare, oltre tutto, che i fratelli Inzaranto sono di Misilmeri. Le dice niente, signor Berlusconi, questo nome? Guardi che glielo sto chiedendo con grande serietà. Infatti proprio di Misilmeri sono originari i soci siciliani della nobile famiglia Rasini che assieme alla famiglia Azzaretto - nativa di Misilmeri, appunto - fondò nel 1955 la banca di Piazza Mercanti, la Banca Rasini. Giuseppe Azzaretto e suo figlio, Dario Azzaretto, sono persone delle quali lei, signor Berlusconi, con ogni probabilità sentiva parlare addirittura in casa da suo padre. Gli Azzaretto erano - con i Rasini - i diretti superiori di suo padre Luigi, signor Berlusconi. Gli Azzaretto di Misilmeri davano ordini a suo padre, signor Berlusconi, che per molti anni fu loro procuratore, il primo procuratore della Banca Rasini. Certo non le vengo a chiedere con quali capitali - e di chi - Giuseppe Azzaretto riuscì ad affiancarsi nel 1955 ai potenti Rasini di Milano, tenuto conto che Misilmeri è tutt'oggi una tragica periferia della peggiore Palermo, però che a lei Misilmeri possa risultare del tutto sconosciuta, mi appare inverosimile. Ora le ripeto la domanda: si informò sulla "serietà" e la "moralità" dei nuovi soci - il clan Inzaranto - quando tra il 1979 e l'80 diverranno parte fondamentale della sua rete tivù nazionale? 

Ottavo quesito: certo a lei, signor Berlusconi, il nome della società Immobiliare Romana Paltano non può risultare sconosciuto. È impossibile non ricordi che nel 1974 la suddetta, 12 milioni di capitale, finì sotto il suo controllo amministrata da Marcello Dell'Utri, perché proprio sui terreni di questa società lei darà corso all'iniziativa edilizia denominata Milano3. Così pure ricorderà che nel 1976 l'esiguo capitale di 12 milioni aumenterà a 500, e che il 12 maggio del 1977 salirà ulteriormente a 1 (un) miliardo, e che cambierà anche la sua denominazione in Cantieri Riuniti Milanesi Spa. Come al solito, vengo subito al dunque: anche in questo ennesimo caso, chi le fornì, signor Berlusconi, questi forti capitali per aumentare la portata finanziaria di quella che era una modestissima impresa del valore di soli 12 milioni quando la acquistò?

Nono quesito: lei, signor Berlusconi, certamente rammenta che il 4 maggio 1977 a Roma fondò l'Immobiliare Idra col capitale di 1 (un) milione. Questa società, che oggi possiede beni immobili pregiatissimi in Sardegna, l'anno successivo - era il 1978 - aumentò il proprio capitale a 900 milioni. Signor Berlusconi, da dove arrivarono gli 899 milioni (4 miliardi e 45 milioni d'oggi, fonte Istat) che fecero la differenza?

Decimo quesito: signor Berlusconi, in più occasioni lei ha usato per mettere in porto affari di vario genere - l'acquisto dell'attaccante Lentini dal Torino Calcio, ad esempio - la finanziaria di Chiasso denominata Fimo. Anche in questo caso, come nel precedente riferito alla Par.Ma. Fid., lei ha scelto una società fiduciaria - questa volta domiciliata in Svizzera - al cui riguardo le cronache giudiziarie si erano largamente espresse. Tenuto conto della potenza dello staff informativo che la circonda, signor Berlusconi, mi appare del tutto inverosimile che lei non abbia saputo, circa la Fimo di Chiasso, che è stata per lungo tempo il canale privilegiato di riciclaggio usato da Giuseppe Lottusi, arrestato il 15 novembre del 1991 mentre "esportava" forti capitali della temibile cosca palermitana dei Madonia. Così pure non le sarà sfuggito che Lottusi venne condannato a 20 anni di reclusione per quei reati. Tuttora è in carcere a scontare la pena. Ebbene, signor Berlusconi, se quel gangster finì in galera il 15 novembre del '91, nella primavera del 1992 - cioè pochi mesi dopo quel fatto che campeggiò con dovizia di particolari, anche circa la Fimo, sulle prime pagine di tutti i giornali - il suo Milan "pagò" una forte somma "in nero" - estero su estero - per la cessione di Gianluigi Lentini, e usò per la transazione proprio la screditatissima Fimo, fiduciaria di narcotrafficanti internazionali. Perché, signor Berlusconi?Ecco, queste sono le domande. Risponda, signor Berlusconi. Presto. Come ha visto, di "pentiti" veri o presunti non c'è traccia negli 11 quesiti. Semmai c'è il profumo di centinaia di miliardi che tra il 1968 e il 1979 finirono nelle sue mani, signor Berlusconi. E tuttora non si sa da dove arrivarono. Poiché c'è chi l'accusa che quell'oceano di quattrini provenne dalle casse di Cosa Nostra e sta indagando proprio su questo, prego, schianti ogni possibile infamia dicendo semplicemente la verità. Punto per punto, nome per nome. È un'occasione d'oro per farla finita una volta per tutte. Sappia che d'ora in poi il silenzio non le è più consentito né come imprenditore, né come politico, né come uomo.


Altri titoli:

Soldi sporchi nei forzieri del Berlusca (2.7.98)
Silvio riciclava i soldi della mafia (7.7.98)
Così il Biscione si mise la coppola
(16.7.98)
Le gesta di Lucky Berlusca (31.8.98)
Le sedici casseforti occulte
(29.9.98)
La Fininvest è nata da Cosa Nostra (7.10.98)
Un biscione di miliardi in Svizzera (3.11.98)
Imprenditore o politico, è il momento della scelta
(9.11.98)
Berlusconi, metodi mafiosi
(6.10.1999)
C’è una legge inapplicata: Berlusconi è ineleggibile
(25.11.99)

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venerdì, 27 novembre 2009
Sarà per pigrizia, sarà per assuefazione agli "Al lupo al lupo!", sarà che si ricorda ancora delle bufale sull'antrace, il carbonchio, il polonio, l'aviaria, fatto sta che la gente di mettersi in disciplinata coda per farsi iniettare un veleno travestito da vaccino non ci pensa nemmeno. E a nulla servono le allarmanti notizie di qualche morto qua e là: "Affetto da broncopolmonite cronica, malato terminale di aids e tumore, ruzzola le scale di casa, viene investito da uno schiacciasassi e colpito in fronte da una pallottola vagante: l'influenza assassina colpisce ancora!".
Allora provano di nuovo con Topo Gigio giocando al rialzo: "Come fare? Due influenze due vaccini!". Ma non attacca, oltretutto come si fa a prendere sul serio quel testimonial lì?

Nel frattempo i vescovoni alzano la cornetta del telefono e la pillola abortiva viene prontamente bloccata. La motivazione più esilarante viene da quell'ex ministro con l'occhio alla Marty Feldman, quello che il M.E.N.S.A. gli voleva dare la tessera e lui ha chiesto "A che ora si mangia?", quello che scrive le leggi e poi gli serve una badante per farsele spiegare: "C'erano troppi dubbi sulle conseguenze che la pillola avrebbe potuto avere sulla salute delle donne. E' assurdo che le opposizioni non pensino agli effetti devastanti che può avere sulle donne. Per noi lo stop è una vittoria in difesa della salute".
Immagino, se tanto mi dà tanto, che adesso chieda il ritiro anche dei vaccini di Topo Gigio.
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categoria:pensieri a voce alta
giovedì, 26 novembre 2009
Et voilà, come spatuzza nomina schifani ecco arrivare la lettera anonima.

Mi raccomando, se quello continua a parlare date sempre un'occhiatina sotto il sedile, nel caso vi trovaste a viaggiare in treno.
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categoria:pensieri a voce alta
mercoledì, 25 novembre 2009
Non che ci volesse Sherlock Holmes per capirlo, ma in questo paese di imbecilli succede anche questo.
Poi succede anche che il direttore di Rai3 venga silurato.
E che la casta salvi dall'arresto un sottosegretario in odor di camorra.
E che un premier corruttore e bugiardo si faccia fare una ventina di leggi per sfuggire alla Giustizia.
E che siccome lo stesso premier pare colluso con le cosche i suoi servi si preparino a farne una anche per abrogare la mafia (quando il mai troppo rimpianto Cuore propose un analogo referendum tutti pensarono fosse satira invece era preveggenza).
E che gli abitanti de L'Aquila, tuttora in alberghi e casette della Barbie, debbano restituire le tasse non pagate entro fine anno, mentre i miliardi raccolti con gli sms dei gonzi sono già spariti nelle tasche di qualcuno e sta per essere aggiunta al prezzo della benzina un'apposita accise che andrà a sommarsi a quelle che stiamo tuttora pagando per la guerra in Etiopia e per la crisi di Suez (tutto vero!).
E che i promessi tagli di irap e irpef siano la solita presa per il culo.
E che sindaci razzisti emanino ordinanze aberranti senza che nessuno vada a sputar loro in faccia.
Però tranquilli, il TGminzo ci ha appena informati del prossimo film di Verdone e ci ha elargito consigli per i prossimi acquisti natalizi.
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martedì, 24 novembre 2009
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categoria:tarocchi e vignette
martedì, 24 novembre 2009
Un articolo dello Satuto dei Lavoratori prevede che i contratti integrativi e/o gli accordi interni aziendali non possano contenere norme che siano peggiorative rispetto al Contratto Nazionale. Cioè, se sul Contratto Nazionale c'è scritto che uno ha diritto all'indennità di malattia, non possono essere fatti accordi per cui un lavoratore possa (essere costretto a) rinunciarvi.
Bene, oggi in parlamento si discute di abrogare questa norma che consentirà di rendere validi gli accordi tra le parti, altrimenti detti ricatti.
Ovviamente su tutte le televisioni e i giornali infiamma il dibattito: sulla pausa pranzo di un tale rotondi (pare sia un ministro, bah...)
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categoria:pensieri a voce alta
domenica, 22 novembre 2009
In questo paese del cazzo, governato da gente del cazzo, popolato da metà gente del cazzo, ormai passano nell'indifferenza più assoluta norme e leggine che avrebbero fatto arrossire i gerarchi del reich.
"I miei figli hanno troppi amici neri" farneticano a Coccaglio, e giù rastrellamenti casa per casa. "Denunciate il vostro vicino di casa sospetto" delirano a Milano, e giù delazioni retribuite.
Bene, ci sto! Mano ai forconi perdio, e via ai rastrellamenti! Voglio stanarvi casa per casa. "Quello ha comprato Libero!" ZAC! Infilzato. "Quell'altro ha votato per gasparri!" ZAC! Appeso a testa in giù per le palle!
E' questo che volevate no?
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sabato, 21 novembre 2009
Le avete sentite anche voi no le giustifcazioni dei servi di regime all'ennesima porcata della legge sul processo morto: "I Magistrati sono fannulloni! Tempo fa un detenuto si è fatto 120 giorni di galera perchè uno si era dimenticato di firmare l'ordine di scarcerazione!". Che fino alla bocciatura del lodo angelino di quel detenuto non glie ne fotteva un cazzo a nessuno.
Il quale angelino difende il provvedimento che a suo dire "bloccherà solo un processo su cento". Che allora non si capisce l'urgenza di questa riforma se gli altri 99 vanno bene così come sono. O la matematica è un'opinione o l'unico processo bloccato è esattamente quello, e allora tanto vale fare una legge un tantino meno ipocrita: articolo 1, il corruttore del consiglio non si può processare. Punto.
Che poi ormai è quello che sostengono tutti (Di Pietro escluso) senza quasi più nemmeno nascondersi dietro un dito: "Bisogna mettere a riparo il padrone dalla spada di Damocle della Magistratura!". Che questa cosa della spada di Damocle e dei Magistrati che si accaniscono senza motivo è esattamente ciò che va sostenendo da sempre quel galantuomo di riina.
E il cerchio si chiude.

Ah, a proposito: il pentito spatuzza continua a parlare (fossi in lui non accetterei caffè da nessuno). Bisogna cercare nei trafiletti a fondo pagina, ma qualche notiziuola si trova.
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venerdì, 20 novembre 2009
Ma appena son venute fuori voci di altri politici coinvolti...
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mercoledì, 18 novembre 2009
L'avete sentita la solita bufala di distrazione di massa che tirano fuori ogni volta che sono in seria difficoltà, ora si sono inventati i Nuclei Armati Territoriali.
Che a maroni poverino gli è arrivato sulla scrivania questa direttiva su carta intestata della P2 "Diversivo: minaccia terrorismo - NAT", e si è presentato in fretta e furia sui tg senza aver potuto confezionare nemmeno un paio di frasi di circostanza. E allora ha detto (testuale): "La differenza con le brigate rosse è che questi sono organizzati in nuclei sul territorio". Che se si fossero chiamati Cellule di Combattenti Socialisti avrebbe detto che questi fanno combattimenti con un garofano all'occhiello.

Ma studiatevi la parte almeno!
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lunedì, 16 novembre 2009
Processo breve, priorità assoluta

clicca QUI per ingrandire
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categoria:tarocchi e vignette
lunedì, 16 novembre 2009

Ora c'ha il legittimo impedimento, poverino. Deve andare al vertice Fao, che sfortuna. Per festini, spacciatori, minorenni e puttane varie il tempo lo ha sempre trovato, ma salire su un aereo di stato o su un elicottero privato per fare un salto al Tribunale di Milano a "sbugiardare i giudici" (lo disse lui che ci voleva andare eh) pare gli sia proprio impossibile.

Non c'è verso, il delinquente del consiglio non si può processare, ormai l'abbiamo capito. E tutti i suoi servi-trombetta si affannano a spiegarci che siccome lui è stato eletto dal popolo bla bla bla...
Bene, allora che si processi il popolo che lo ha eletto perdio!

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lunedì, 16 novembre 2009

Tunisino, 42 anni, si è lasciato morire in carcere dopo un mese di sciopero della fame.
"Non potevamo alimentarlo contro la sua volontà" si sono giustificati i medici, che tradotto significa "Cazzi suoi". Che poi è il pensiero comune dell'italiota imbecille.
Scusi giovanardi, lei che rincorreva Eluana Englaro coi panini col salame in mano ha nulla da dire?

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mercoledì, 11 novembre 2009
Hai capito la mastro gelmina? Tromba! E non è sposata!
Il crocefisso di qua, la chiesa di là, e poi commette peccato mortale come un qualsiasi vecchio porco che prima lecca il culo ai vescovoni e poi va a puttane!
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mercoledì, 11 novembre 2009
"Cosentino, tieni duro!"
 
Traduzione:"Egregi capi del clan dei casalesi, state tranquilli, io e il governo tutto siamo sempre dalla vostra parte. Anzi, domani mando gli ispettori in qualche Procura, rilascerò le solite badilate di merda contro i Magistrati, mi farò confezionare la solita leggina per salvarmi il culo e farò ripristinare l'impunità parlamentare. Così, tanto per rafforzare ancora un po' l'idea che l'illegalità paga. A presto, e continuate a votare per noi"
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martedì, 10 novembre 2009
Si muore di lavoro, schiacciati da vagoni, giù da impalcature, soffocati da esalazioni, intanto che si discute dei crocefissi a scuola.
Si muore di mancanza di lavoro e di disperazione, appendendosi a una corda, intanto che un direttore servo di regime ci informa che il provvedimento più urgente per il paese è l'impunità per il suo padrone.
Si muore a 6 anni per una stufa difettosa messa lì perchè non ci sono soldi per pagare le bollette, intanto che in diretta tv qualcuno ci dice che la crisi è finita.
Si muore di un colpo alla testa di fronte alle telecamere con la gente incurante che scavalca il corpo, intanto che si candidano collusi con la camorra alla presidenza della regione.
Si muore massacrati di botte in una caserma, intanto che un ministro ci informa che tutti sono stati corretti e un altro sputa la sua solita merda sul corpo martoriato ancora caldo.
Si muore travolti dal fango dopo due giorni di pioggia, intanto che si vara l'ennesimo condono.
Si muore di freddo dentro una tenda per sfollati a L'Aquila, sei mesi dopo il terremoto, intanto che le case sono dichiarate agibili o inagibili a seconda della convenienza propagandistica.
Si muore dentro, ogni giorno, come la speranza, come una Democrazia sotto i colpi di un'altra legge salvacorruttore.
E poi si muore di fame, di malaria, di dissenteria, in molte parti del mondo, senza che nessuna televisione inquadri un camion carico di fiale miracolose pronto a partire, né intervisti il primo vaccinato.
Si muore di tutto, fuorché di influenza suina.
scritto di getto da antoniovota alle ore 21:50 | Permalink | commenti (4)
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