Torno sulla vicenda delle dichiarazioni dei redditi in rete perchè in molti mi hanno scritto in privato dichiarandosi assolutamente contrari e scandalizzati dalla divulgazione.
Quei dati sono pubblici da sempre, come dovrebbero essere in qualsiasi paese civile, come lo sono in qualsiasi paese civile, per esempio in nord europa che spesso prendiamo ad esempio di virtù, dove è ancora più facile ottenerli. Che male c'è? Perchè il proprio reddito dovrebbe essere segreto? Perchè da noi se chiedi a qualsiasi persona quanto guadagna ti risponde vago "non me ne occupo io, chiedete al mio commercialista"? Perchè è tabù? Non sarà la cultura imperante della coda di paglia? Non sarà che tutti son buoni a tuonare contro l'evasione fiscale e poi tutti ci ingegnamo a fregare il prossimo?
Ma porcaputtana, quei dati mettono in luce ciò che tutti sappiamo, cioè che una gran parte di cittadini dichiarano redditi da fame incompatibili col loro tenore di vita. E allora perchè cazzo scandalizzarsi contro la divulgazione dei dati e non contro queste persone? Perchè a rischiare la galera è chi si informa sui redditi degli evasori e non gli evasori?
"Ma sono cose private, pensa se fossero accessibili anche le cartelle cliniche?" Embè? E chi le hai mai pubblicate le cartelle cliniche su internet? Ecchissenefrega delle cartelle cliniche!
Ma come al solito qui si guarda il dito e si perde di vista la luna. Ve la ricordate la vicenda del libro di Travaglio presentato da Luttazzi? Erano mesi che stava in libreria, e nessuno aveva nulla da ridire, non fosse altro per il fatto che raccontava cose vere (come stabilito successivamente da numerose sentenze). Ma finchè rimaneva sugli scaffali non dava fastidio. Quando però finì di fronte a una platea televisiva si scatenò il finimondo! Denunce, strali, urla e strepiti. Dagli a Travaglio! Dagli a Luttazzi! Dagli al libro!
NO! Cazzo no! La rivolta del potere non fu contro il libro. Fu contro il mezzo che lo rese pubblico e accessibile a tutti! Fu contro la televisione! E infatti il libro è sempre stato disponibile, ma Travaglio e Luttazzi furono immediatamente oscurati.
E allora vi rendete conto o no che la vicenda redditi non è altro che un pretesto per mettere le basi per un attacco prossimo venturo contro la rete? E' internet il nemico, non il 730. E' la libertà di informazione, è la circolazione delle idee che fa così paura al potere. Sono anni che ci stanno provando, non passa giorno che non ci sia la notizia di qualche gruppo di terroristi, brigatisti, pedofili, nazisti, che tramano le loro porcherie mica al bar, o per telefono, o per la strada, no, su internet. Il demonio.
Ah, promemoria: la proposta di legge sull'editoria che avrebbe equiparato un sitarello scemo come questo a una catena di giornali mondadoriani è stata partorita dal governo di menodestra. Occhi aperti gente, che prima o poi ci riescono a farla.
Quei dati sono pubblici da sempre, come dovrebbero essere in qualsiasi paese civile, come lo sono in qualsiasi paese civile, per esempio in nord europa che spesso prendiamo ad esempio di virtù, dove è ancora più facile ottenerli. Che male c'è? Perchè il proprio reddito dovrebbe essere segreto? Perchè da noi se chiedi a qualsiasi persona quanto guadagna ti risponde vago "non me ne occupo io, chiedete al mio commercialista"? Perchè è tabù? Non sarà la cultura imperante della coda di paglia? Non sarà che tutti son buoni a tuonare contro l'evasione fiscale e poi tutti ci ingegnamo a fregare il prossimo?
Ma porcaputtana, quei dati mettono in luce ciò che tutti sappiamo, cioè che una gran parte di cittadini dichiarano redditi da fame incompatibili col loro tenore di vita. E allora perchè cazzo scandalizzarsi contro la divulgazione dei dati e non contro queste persone? Perchè a rischiare la galera è chi si informa sui redditi degli evasori e non gli evasori?
"Ma sono cose private, pensa se fossero accessibili anche le cartelle cliniche?" Embè? E chi le hai mai pubblicate le cartelle cliniche su internet? Ecchissenefrega delle cartelle cliniche!
Ma come al solito qui si guarda il dito e si perde di vista la luna. Ve la ricordate la vicenda del libro di Travaglio presentato da Luttazzi? Erano mesi che stava in libreria, e nessuno aveva nulla da ridire, non fosse altro per il fatto che raccontava cose vere (come stabilito successivamente da numerose sentenze). Ma finchè rimaneva sugli scaffali non dava fastidio. Quando però finì di fronte a una platea televisiva si scatenò il finimondo! Denunce, strali, urla e strepiti. Dagli a Travaglio! Dagli a Luttazzi! Dagli al libro!
NO! Cazzo no! La rivolta del potere non fu contro il libro. Fu contro il mezzo che lo rese pubblico e accessibile a tutti! Fu contro la televisione! E infatti il libro è sempre stato disponibile, ma Travaglio e Luttazzi furono immediatamente oscurati.
E allora vi rendete conto o no che la vicenda redditi non è altro che un pretesto per mettere le basi per un attacco prossimo venturo contro la rete? E' internet il nemico, non il 730. E' la libertà di informazione, è la circolazione delle idee che fa così paura al potere. Sono anni che ci stanno provando, non passa giorno che non ci sia la notizia di qualche gruppo di terroristi, brigatisti, pedofili, nazisti, che tramano le loro porcherie mica al bar, o per telefono, o per la strada, no, su internet. Il demonio.
Ah, promemoria: la proposta di legge sull'editoria che avrebbe equiparato un sitarello scemo come questo a una catena di giornali mondadoriani è stata partorita dal governo di menodestra. Occhi aperti gente, che prima o poi ci riescono a farla.
scritto di getto da antoniovota alle ore 09:26 | Permalink | commenti (9)
categoria:pensieri a voce alta
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